Il presidio
Apre i battenti l’archivio storico
Convegno col presidente Baldassarri, il sovrintendente e il sindaco
PISTOIA. La Fondazione Conservatorio San Giovanni Battista apre di nuovo le porte alla cultura, presentando il restauro e l'inventario, del proprio archivio storico con il convegno "La riforma leopoldina e la costituzione dei conservatori femminili nel Pistoiese", stamani dalle 9 in poi, nella sede in corso Gramsci 37 a Pistoia. Il presidente Paolo Baldassarri aprirà la giornata di studi cui parteciperanno, tra gli altri, il soprintendente archivistica per la Toscana, Daniele Cianchi ed il sindaco Samuele Bertinelli. L'iniziativa è inserita nella "Festa della Toscana", promossa dalla Regione nel 2015 a ricordo dell'opera riformatrice del granduca Leopoldo che nel 1786 abolì pena di morte e tortura. L'archivio resterà fruibile per studi e ricerche, così come rimarrà permanente una mostra sulla storia del monastero e del conservatorio, con rare e preziose foto d'epoca. Archivio e mostra sono collocati in antichi ambienti restaurati con pregevoli presenze architettoniche. «È il secondo regalo culturale - commenta orgoglioso Baldassarri - che, dopo il restauro della facciata della chiesa di San Giovanni Battista, offriamo alla città, prossima capitale della cultura in Italia».
«Il nostro archivio, riordinato da Andrea Ottanelli - spiega il presidente - raccoglie i documenti degli ultimi 120 anni circa, essendo stati i precedenti trasferiti all'archivio di Stato. In realtà, grazie alle lontane origini delle istituzioni religiose che hanno dato vita al monastero (conservatorio dal 1785, ndr) di San Giovanni Battista, si conservano qui anche talune carte dal Seicento al 1986: atti relativi a obblighi pii, enfiteusi, canoni, censi e livelli. Tutte testimonianze fino a tre anni fa "dimenticate" in un armadio, ma oggi riportate agli onori della storia».
Si viene a sapere ad esempio che in Pistoia e nel suo comprensorio, avvicinandosi ai tempi moderni, erano sempre più numerose le famiglie anche meno abbienti che tenevano all'educazione ed all'istruzione laica delle proprie figlie, meglio che "farle suore"; che l'istruzione era di buon livello, che non erano vere le famigerate punizioni corporali e che si mangiava piuttosto bene, seguendo anche tabelle dietetiche.
Paolo Gestri
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