Il Tirreno

Pistoia

Alle Ville Sbertoli sedi universitarie o centri di ricerca

Fabio Calamati
Alle Ville Sbertoli sedi universitarie o centri di ricerca

Pistoia capitale della cultura sarà l’occasione della svolta per uno dei siti più belli e trascurati della città

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PISTOIA. Il sindaco Bertinelli l’ha già detto diverse volte che il titolo di capitale italiana della cultura non dovrà consumarsi, a Pistoia, nell’arco di un solo anno, ma lasciare dietro di sé miglioramenti duraturi per la città.

In quest’ottica, il 2017 potrebbe essere davvero l’anno della svolta per uno dei siti più belli e trascurati di Pistoia, quello delle Ville Sbertoli. Quelle nove ville, ex ospedale psichiatrico, da decenni in stato di abbandono, che scrutano la città dall’alto di Collegigliato, potrebbero infatti trovare finalmente un futuro adeguato proprio grazie all’anno di Pistoia capitale della cultura. Un futuro da centro di ricerca, o forse da campus universitario.

Di documenti nero su bianco ancora non ce ne sono, bene chiarirlo: ma quello delle Ville Sbertoli è uno dei dossier più corposi sui quali sta lavorando il Comune. Approfittando del fatto, certo significativo, che la Regione ha ribadito pochi giorni fa la volontà di mettere in vendita beni inutilizzati propri per 150 milioni e di proprietà delle Asl per 560. E nell’elenco, le Ville Sbertoli ovviamente ci sono.

Allora: quale futuro? Intanto si parte da un punto fermo: niente operazioni immobiliari spregiudicate, nonostante le ripetute richieste dell’Asl, proprietaria degli immobili, di allentare un po’ i paletti e metrtere sul mercato il complesso di Collegigliato. Dopotutto, l’azienda sanitaria deve trovare 18 milioni di euro per pagare la sua fetta del nuovo ospedale San Jacopo. Il tema si è posto durante l’approvazione del regolamento urbanistico, nell’aprile 2013, e poi discutendo con Asl e Regione del futuro del Ceppo. Ma in entrambi i casi l’amministrazione è rimasta fedele alla linea: non si fa cassa con le Ville Sbertoli.

Già, ma intanto Villa Tanzi (quella più scenografica, affacciata direttamente sulla città) e le sue sorelle rischiano di essere consumate del tutto dall’abbandono. E quindi? La chiave, come detto, potrebbe essere Pistoia capitale della cultura. Al di là dei “no” secchi ricordati prima, il sindaco Bertinelli sarebbe infatti disponibile a studiare insieme un futuro possibile per le Ville, che tenga conto sia dello spirito del regolamento urbanistico, sia degli esiti del percorso partecipativo voluto dall’amministrazione Berti nel 2009, al termine del quale furono gli stessi pistoiesi (almeno quelli che vi presero parte) a ribadire la loro indisponibilità ad una privatizzazione delle Sbertoli.

Ma cosa c’entra Pistoia capitale? C’entra, perché uno dei principali interlocutori del Comune sui progetti per il 2017 è proprio la Regione. Bertinelli sottolineò subito che “Pistoia capitale” implicava anche “Toscana capitale”. E difatti il sindaco e il presidente Rossi stanno lavorando ad un accordo complessivo all’interno del quale sarebbero ricomprese tutte le partite aperte tra la città e la Regione. Le Ville Sbertoli potrebbero entrarci di diritto.

L’idea del Comune è quella di individuare due o tre delle ville più importanti, sulle quali fare un investimento pubblico consistente. Il resto potrebbe andare sul mercato, fermi restando un paio di paletti: mantenere i collegamenti aperti in tutta l’area; mantenere l’apertura al pubblico del grande parco.

Già, ma quale destinazione individuare per le ville da mantenere pubbliche? Bertinelli qualche idea l’avrebbe già proposta a Rossi. Quella più suggestiva riguarda le tante sedi universitarie americane presenti a Firenze, qualcuna delle quali potrebbe emigrare a Pistoia. Senza escludere l’arrivo di altre nuove istituzioni, magari dai nomi prestigiosi come il Mit o Harvard.

Oppure le Sbertoli potrebbero divenire la nuova casa di corsi universitari come quello di urbanistica, già in predicato di passare da Empoli a Pistoia alcuni anni fa. Oppure vi si potrebbero installare centri di ricerca (ad esempio sui temi del paesaggio), che magari oggi occupano edifici in affitto in giro per la Regione. Insomma, di idee possono essercene molte, purché - ha già ribadito Bertinelli - si tratti di funzioni pubbliche forti, che qualifichino un pezzo di città che merita di essere valorizzato.

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di Redazione web