Il Tirreno

Pistoia

Fognature, Publiacqua invia gli avvisi per morosità

Fognature, Publiacqua invia gli avvisi per morosità

Solleciti di pagamento per utenti che non hanno pagato la quota per fognature e depuratori ancora da realizzare

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PISTOIA. «Hanno deciso di pagare la bolletta scorporando l’importo dei costi di progettazione per gli interventi non ancora eseguiti. Lo hanno fatto non presentando ricorso contro la tariffa D2, come da noi suggerito, e Publiacqua ha inviato loro gli avvisi di morosità. Se non pagano, la società staccherà l’acqua».

In meno di un mese sono già 40 i ricorsi presentati dalla Cgil contro gli aumenti in bolletta. «Abbiamo ampliato gli orari di apertura al pubblico - informa Franco Sandretti, neo segretario provinciale Federconsumatori - Per la questione Publiacqua siamo aperti anche il lunedì e il mercoledì mattina, dalle 9 a mezzogiorno e mezza». Impossibile fare altrimenti, data la mole di telefonate e visite alla Camera del Lavoro. In pìù, nell’ultima settimana, ci sono stati ulteriori sviluppi. «Sei utenti - spiega Sandretti - si sono rivolti a noi dopo aver ricevuto degli avvisi di morosità».

Publiacqua è al centro di polemiche roventi per le bollette inviate il 14 gennaio 2016. Bollette che contengono i conguagli dei servizi di depurazione e fognatura anche per chi non è allacciato ma lo sarà in un prossimo futuro in base a interventi previsti nel piano aziendale. In provincia di Pistoia sono 1.162 le utenze a cui sono stati fatturati i costi di progettazione del sistema di depurazione. E a queste sono da aggiungere 2.805 utenze i cui allacciamenti non risultavano nel database di Publiacqua, recentemente aggiornato. Queste famiglie sono state chiamate a restituire importi dovuti e sinora mai richiesti (in media 208 euro ciascuna) ma non per una loro mancanza.

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La vera nota polemica sono però le utenze chiamate a pagare servizi che ancora non ci sono. È previsto nella normativa: si chiama tariffa D2, ed è la voce in bolletta con cui gli utenti pagano i costi di progettazione degli interventi (tubazioni, potenziamento dei depuratori) che sono in programma nella loro zona. Una voce che si paga, quindi, anche se non si è allacciati alla fognatura ma si ha soltanto una fossa settica. È capitato alle famiglie di via Fiorentina, dalla città fino a via di Canapale, i cui scarichi, raccolti ai lati della strada, da giugno 2014 sono pompati fino al depuratore centrale di via Toscana, in via di potenziamento. È quello che capita anche agli utenti di Nespolo, Chiazzano e Le Querci, dove arriverà un maxi collettore che è attualmente in fase di progetto.

Sandretti non esita a definire Publiacqua “cannibale”. «Come vogliamo chiamare una società che, solo nel 2014 ha registrato un utile di 20 milioni di euro?. La percentuale di utile tra impieghi e ricavi è superiore, in proporzione, a quella dei petrolieri. Con questi ricavi certi lavori potrebbe anche pagarseli - mia considerazione - da sola».

In merito alle bollette “maggiorate” le associazioni dei consumatori si sono mosse da subito con l’Autorità idrica toscana per chiedere un tavolo di conciliazione che affronti i singoli casi. «Publiacqua - aggiunge Sandretti - è stata “furbetta”. Le bollette maggiorate della D2 sono state inviate a chi paga con bollettino, non a chi ha l’addebito sul conto corrente. Sa che potevano essere citati subito in giudizio. Da parte nostra abbiamo invitato gli utenti a presentare ricorso, suggerendo intanto di pagare la bolletta per intero. L’Autorità idrica è apparsa attenta alle nostre osservazioni, vedremo se accoglierà la richiesta di una tavolo di conciliazione. Richiesta a cui Publiacqua sta facendo una certa resistenza».

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