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Crescono gli iscritti al Pd pistoiese: c’è anche l’ex segretario Sel
Il conto delle tessere tocca quota 3.495, quasi 300 in più rispetto al 2014. Tra di loro Francesco Natali, 23 anni: «Il governo Renzi è davvero di sinistra»
PISTOIA. Trecento iscritti in più nel 2015 rispetto all’anno precedente: al Pd pistoiese tornano i conti del tesseramento appena concluso. In totale a Pistoia e provincia la federazione di via Bonellina conta 3.495 iscritti, contro i 3.196 del 2014. La differenza dà 299 nuove tessere, vale a dire il 9,3% in più. Un dato che spicca particolarmente, in una Toscana che ha concluso il tesseramento con dati in linea con il 2014: e difatti la federazione pistoiese è una delle quattro (le altre sono Empoli, Piombino e Lucca) che hanno fatto crescere il numero di iscrizioni.
I dati sono stati forniti durante una conferenza stampa nella sede della Federazione provinciale, al primo piano del circolo Arci di Bonelle. Presenti il responsabile organizzativo Riccardo Trallori e il segretario provinciale Marco Niccolai.
«Il dato provinciale – dettaglia Trallori – si chiude in crescita grazie in particolare ai risultati di Cutigliano, Larciano, Montecatini, Pescia, Pistoia e Serravalle. Un risultato decisamente positivo, in un periodo come questo di difficoltà generalizzata per la politica. Segno che il lavoro dei nostri dirigenti e rappresentanti nelle istituzioni è buono e si è fatto sentire».
Chi sono, oggi, i tesserati Pd? Dal punto di vista delle fasce di età, quella tra 18 e 45 anni conta il 35% delle tessere, mentre il gruppo più consistente (38%) è quello 46-65 anni.
Tra i giovani che hanno preso per la prima volta la tessera Pd c’è anche Francesco Natali, fino a poche settimane fa segretario provinciale di Sel. Niccolai e Trallori lo indicano ai giornalisti come esempio della capacità del Pd di raccogliere consensi anche a sinistra. Insomma, come smentita vivente della “cuffarizzazione” del Pd denunciata giorni fa dall’ex segretario Bersani.
Aglianese, 23 anni, studente, Natali ammette di essersi ricreduto sul governo Renzi, soprattutto per la decisione e il piglio con cui sta affrontando battaglie basilari, tipo i diritti delle coppie di fatto oppure la salvaguardia dei principi di Schenghen. All’ex militante Sel (che comunque ringrazia la suavecchia casa politica) non tutto piace (ammette che nel Jobs Act la rinuncia al reintegro del lavoratore ingiustamente licenziato non lo trova d’accordo); ma complessivamente quello di Renzi è indiscutibilmente un governo di sinistra. Prospettiva dunque da privilegiare rispetto alle incertezze e alla frammentazione che continuerebbero a contrddisitinguere la costruzione di “Sinistra italiana”, il soggetto a sinistra del Pd.
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