Indagine epidemiologica, attesi i primi dati
MONTALE. Al tavolo istituzionale convocato per venerdì 26 febbraio, sono attesi i primi dati sull’indagine epidemiologica avviata due anni fa per stabilire se a Montale e ad Agliana ci si ammali e si...
MONTALE. Al tavolo istituzionale convocato per venerdì 26 febbraio, sono attesi i primi dati sull’indagine epidemiologica avviata due anni fa per stabilire se a Montale e ad Agliana ci si ammali e si muoia di più per patologie oncologiche rispetto alle aree di confronto - Quarrata e Serravalle Pistoiese - che non hanno un inceneritore sul territorio.
L’obiettivo dell’indagine è di valutare l’impatto sanitario delle emissioni di inquinanti dell’impianto di via Tobagi. Già un anno fa, la cittadinanza avrebbe dovuto essere informata sui risultati dello studio. I tempi invece si sono allungati e dopo il tavolo tecnico del 5 ottobre scorso, è giunta l’ora di un secondo vertice. All’incontro del 26 febbraio tra Regione, Comuni della Piana e di Montemurlo, Asl e Arpat, potrà assistere nelle limitate vesti di “uditore”, un rappresentante del Comitato contro l’inceneritore di Montale.
Il tavolo sarà a porte chiuse. Il sindaco Ferdinando Betti parla di novità rispetto agli incontri precedenti. «La dottoressa porterà dei dati» informa il primo cittadino. Qualche numero e qualche indicazione dunque, saranno messi sul tavolo a due anni dall’inizio dell’indagine. La prima fase dello studio, ha riguardato la raccolta dei dati tra i pazienti (su base volontaria) da parte dei medici di famiglia. La seconda invece, l’elaborazione dei dati affidata ai ricercatori dell’Ispo.
All’ultimo vertice, quello del 5 ottobre ad Agliana, sono stati disposti ulteriori studi sulla ricaduta delle emissioni da incenerimento, attraverso un modello diffusionale predisposto da Arpat, per capire se ci sia una correlazione tra tumori e inceneritore.
Beatrice Faragli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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