Il presidio
«Pistoia? Per me l’ombelico del mondo»
Parla il fotoreporter Luca Bracali: lancio una proposta ai vivaisti per il 2017, una mia mostra in un percorso del verde in piazza Duomo
PISTOIA. La luce delle isole Lofoten non ha paragoni. Non lo hanno d’inverno le tonalità verdi delle sue aurore boreali: «Uno dei fenomeni più belli da apprezzare in natura». Luca Bracali è appena tornato da un workshop nell’arcipelago norvegese. Ha catturato ancora una volta la bellezza selvaggia delle montagne che cadono a picco sul mare, i piccoli villaggi di pescatori, l’aurora boreale e l’attesa dell’aurora: «Quasi altrettanto bella».
Cinquantadue anni ad aprile, dal 1986 nel mondo della fotografia e del giornalismo, ha viaggiato 138 Paesi, 15 solo nel 2015. Ha iniziato come fotografo e giornalista di testate sportive per i mondiali di motocross, motogp e Formula 1, per poi firmare numerosi servizi su riviste di viaggi, cultura e turismo. Il primo volume con le sue foto è “Storia illustrata di Pistoia”. «Era il 2006 - ricorda - Il volume era curato dallo storico Alberto Cipriani». È tornato dalla Norvegia e si è catapultato a Roma, per registrare la puntata di Easy driver sulle Lofoten, e sui suoi incontri con lupi, linci, orche e aurore boreali. Sempre per Easy driver è tornato ieri a Pistoia. Luca Bracali può essere considerato, senza ombra di dubbio, uno degli ambasciatori di Pistoia nel mondo. E Pistoia capitale italiana della cultura 2017 si è conquistata uno spazio che deve dimostrare di saper meritare. Anche attraverso le idee dei suoi figli più rappresentativi. Bracali si sente tale? «Senza dubbio - risponde - Non ho voluto trasferirmi a Roma nonostante lavori in Rai, e viaggi da trent’anni per il mondo. La mia base è qui, e appena posso ci ritorno».
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Per un fotoreporter - artista che ha fatto della curiosità della scoperta la sua ragione di vita Pistoia «è l’ombelico del mondo». «Adoro la sua quiete, la sua tranquillità. È a trenta chilometri da Firenze, a 40 dalla montagna e a 60 dal mare, nella Toscana che è il cuore dell’Italia che è la culla della cultura. Non vorrei avere la mia casa altrove». «Adoro - afferma - la parte storica del centro: piazza del Duomo e la Sala raccontano del nostro passato. Nel 2015 trovo che sia una città che ha saputo mantenere la sua genuinità. Lavoro in Rai da cinque anni, ma non mi trasferisco. Faccio il pendolare».
E se le proponessero di pensare a un progetto per Pistoia capitale italiana della cultura?
«Ne sarei onorato, ma qualcosa è già in preparazione per questa primavera. Grazie all’interessamento della Fondazione Caripit, di Ivano Paci e del professor Calonaci, uscirà ad aprile un libro scritto dall’ingegner Marco Bresci con mie foto. Il tema è il pianeta Terra. Al libro sarà affiancata una mostra, con 50 foto riprodotte su carta museale». Le foto presenti nel libro saranno invece tra le 120 e le 140. Tutte scattate da Bracali nei suoi viaggi. Da tempo il fotoreporter pistoiese ha preso a cuore le tematiche ambientali, che sono già state protagoniste di altri libri. «La natura si sta ribellando. Credo che la salvaguardia del pianeta sia un dovere di tutti. Il libro sarà presentato in anteprima per gli studenti delle scuole superiori al teatro Bolognini. La prefazione sarà curata dal professor Nazareno Gottardi, un fisico nucleare convertito al green. La prima alla città avverrà al teatro Manzoni, e vorrei coinvolgere il mio amico e concittadino Luca Pacini, insegnante alle scuole medie e tenore». Sia Gottardi che Pacini saranno presenti al Manzoni, e accompagneranno la prima del libro ( a teatro saranno a disposizione le prime mille copie). La mostra verrà invece ospitata nella sede della Fondazione, a palazzo De’Rossi.
Pistoia capitale italiana della cultura porta alla mente di Luca Bracali un progetto che sta cullando da anni, senza successo. «Mi sono avvicinato ad alcuni vivaisti senza riuscire poi a concretizzare nulla. Siamo la capitale del verde, e saremo la capitale italiana della cultura. Credo che potremmo far conoscere le nostre piante e la nostra storia, insieme. Investiamo su di noi: le mie foto, una grande mostra fotografica all’interno di un percorso verde - può essere anche un labirinto di piante - in piazza Duomo, o comunque in un luogo rappresentativo della città».
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