Il Tirreno

Pistoia

Riconosciuto da un agente a un mese dal furto

Riconosciuto da un agente a un mese dal furto

Ponte Stella, il ladro aveva abbandonato durante l’inseguimento il furgone usato per rubare

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PONTE STELLA. Come se niente fosse, brandendo la denuncia di furto sporta a suo tempo, si è presentato in questura per riavere i l suo furgone, sotto sequestro dal dicembre scorso, quando era stato recuperato dalla polizia tra i vivai dopo un inseguimento. Senza minimamente immaginare che uno degli agenti a cui quella notte, dopo il colpo messo a segno in una ferramenta di Ponte Stella, era riuscito a sfuggire per un soffio, potesse passare nel corridoio proprio in quel momento e riconoscerlo. Oltre a dover tornare a casa a piedi, martedì pomeriggio l’uomo si è ritrovato così sulle spalle una denuncia per furto, simulazione di reato, falsità ideologica e procurato allarme.

Il furto di alcune bobine di zinco di cui è accusato il trentenne di origini rom, residente al campo nomadi di via Ciliegiole, è quello compiuto la sera del 21 dicembre scorso in via Vecchia Casilina, in un negozio di ferramenta, nella zona artigianale di Ponte Stella. Poco dopo il colpo, un abitante di Bottegone aveva chiamato il 113 per segnalare nella zona l’aggirarsi sospetto di un furgone Iveco bianco.

Sul posto la questura aveva inviato immediatamente una volante. Alla vista dei lampeggianti, il conducente del furgone ha cercato di allontanarsi, richiamando, però, con la sua manovra improvvisa, l’attenzione dei poliziotti. Che si sono messi al suo inseguimento. L’uomo ha cercato di far perdere le sue tracce infilandosi nel dedalo di stradine tra i vivai della zona, per andare però a schiantarsi contro il muro di un’abitazione. A quel punto ha aperto la portiera ed è balzato giù, riuscendo a sfuggire all’agente che era quasi riuscito ad afferrarlo. Agente che, però, aveva fatto in tempo e vederlo bene in faccia.

Inutile perciò il tentativo fatto il giorno successivo dal ladro per evitare guai: per far credere che alla guida quella sera ci fosse qualcun altro, era andato in questura a Prato per denunciare di essere stato vittima, la mattina precedente, del furto del suo furgone.

Furgone, come detto, nel frattempo recuperato dal vivaio di Bottegone e messo sotto sequestro dai poliziotti pistoiesi. L’epilogo della vicenda, ieri pomeriggio, quando il trentenne rom, avvertito dalla questura di Prato del ritrovamento dell’Iveco che gli era stato “rubato” si è presentato per riaverlo negli uffici di via Macallè. Dove ha avuto la malasorte di imbattersi nello stesso poliziotto che la sera del furto lo aveva quasi acciuffato.

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