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Manifestanti anti fusione in consiglio comunale
Fabbri (Noi piccoli Comuni montani): Non si è tenuto conto del voto popolare Baldi: no alle gazzarre pubbliche, il Pd ha cambiato passo con responsabilità
ABETONE. Si appresta a essere un consiglio comunale infuocato quello in programma oggi pomeriggio ad Abetone alle 15 nel palazzo comunale. Uno dei punti all'ordine del giorno è la fusione dei Comuni di Abetone e Cutigliano, e se le promesse saranno mantenute ad attendere il consiglio comunale ci sarà anche la presenza di manifestanti contro la decisione della Regione Toscana, che non ha tenuto conto del voto della cittadinanza abetonese.
A dire la sua sarà anche la minoranza di Giorgio Fabbri (Noi piccoli Comuni montani) che da subito si è schierato contro questa fusione. Proprio per queste ragioni il consigliere regionale Massimo Baldi (Pd) è uscito con una nota. «Domani (oggi pomeriggio ndr) ad Abetone la destra minaccia di fare il suo mestiere, ovvero quello di organizzare gazzarre pubbliche per intimorire chi è un buon tutore della democrazia e dell’interesse pubblico, quale dev’essere un amministratore e quale ha sempre dimostrato di essere il sindaco di Abetone, Giampiero Danti. La scusa -si legge- è quella di tutelare un territorio, ma in realtà portano avanti una battaglia che nel merito è contro quel territorio e nel metodo - quello delle adunate e delle intimidazioni - danneggia il buon andamento della democrazia e delle istituzioni. È vero, sulle fusioni, il Partito Democratico ha cambiato passo. Lo ha fatto con il senso di responsabilità che lo contraddistingue rispetto ai grandi cambiamenti e alle riforme di cui è promotore e responsabile. Non soltanto osservatore. Mi riferisco ai grandi cambiamenti istituzionali, e non solo, in corso nello scenario dell’intero Paese. Si tratta-si legge ancora nella nota- di una svolta epocale, di un grande esame di maturità per il Paese, e tutti i territori, anche i nostri, devono fare la loro parte. La settimana prossima ci riuniremo nel gruppo Pd e lavoreremo a un documento per chiarire in modo formale, se è questo il senso a cui si riduce tutta questa polemica, la nostra posizione sulle fusioni. Rispetto al referendum faremo un atto di democrazia. Faremo valere, a differenza che in passato, tutti i singoli voti dando loro pari dignità individuale. Contandoli in modo complessivo -conclude Massimo Baldi - ma, allo stesso tempo, richiedendo una maggioranza qualificata che possa garantire un consenso a nostro avviso ragionevole e sostenibile per portare avanti questa grande battaglia. Tutela delle minoranze e rispetto della maggioranza possono e devono andare insieme, è il succo della democrazia. E quanto stiamo facendo in discontinuità col passato è proprio la messa in atto di questo proposito».
Carlo Bardini
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