Il Tirreno

Pistoia

Sotto la felpa una microcamera per farsi suggerire le risposte all’esame

Il truffatore con il cellulare fissato sul petto
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Il truffatore con il cellulare fissato sul petto

Pistoia, smascherato quarantenne truffatore che stava sostenendo la prova teorica per la patente di guida alla Motorizzazione

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PISTOIA. Con il nastro adesivo si era fissato al petto un cellulare. Per poi, in corrispondenza con con l’obiettivo della telecamera, praticare un foro nella felpa. Così da permettere al complice collegato con lui telefonicamente di vedere via via la schermata dei quiz per la patente di guida e suggerirgli, attraverso l’auricolare di un altro cellulare nascosto in tasca, le risposte giuste.

È stato un funzionario della Motorizzazione civile, martedì mattina, 19 gennaio, ad accorgersi dello strano comportamento e, soprattutto, di quel sospetto rigonfiamento sotto gli abiti di uno dei candidati che stavano sostenendo la parte teorica dell’esame per il conseguimento della patente di guida. Un pakistano di 40 anni, residente a Prato che, poi, dopo l’intervento sul posto della Polizia stradale, è stato denunciato per truffa ai danni dello Stato.

L’aula degli esami della Motorizzazione era affollata di candidati. Il funzionario che stava vigilando su di loro, memore di analoghi episodi di tentativi di truffa accaduti in precedenza (e della proficua collaborazione che anche in quelle occasioni c’era stata con la Polstrada proprio per contrastare il fenomeno sempre più diffuso che vede l'utilizzo di apparecchiature elettroniche per conseguire la tanto ambita abilitazione alla guida), ha lasciato che il quarantenne pakistano continuasse i test. E nel contempo ha avvisato il comando della polizia stradale. Che è subito intervenuta.

L’uomo è stato invitato dai poliziotti a seguirli nel bagno e lì gli è stato chiesto di togliersi la felpa. E applicato al suo petto è stato scoperto l’ingegnoso marchingegno che consentiva la ripresa delle immagini dei quiz proiettati sul monitor e la trasmissione via etere ad un complice, che, a sua volta, suggeriva le risposte, tramite un auricolare collegato ad un altro cellulare nascosto in una tasca.

Il pakistano, come detto, è stato denunciato per truffa ai danni dello Stato in concorso con ignoti, mentre sono in corso indagini al fine di identificare il complice.

«Il servizio di ieri, messo in atto con la collaborazione dei funzionari della Motorizzazione – spiega il comando della Polstrada – fa seguito ad altri già eseguiti in precedenza nati proprio con la volontà di reprimere questa tipologia di reato. Perché proprio di reato si tratta, che vede tra gli attori principali soprattutto cittadini extracomunitari, molti dei quali arrivati in Italia privi di patente o con patente non convertibile e obbligati a sostenere la prova di esame: cosa non semplice, soprattutto per chi non conosce bene la lingua». (m.d.)

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