Il Tirreno

Pistoia

Operai pedinati in malattia uno lascia, l’altra fa causa

Operai all'interno dello stabilimento di via Ciliegiole (foto Gori)
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Operai all'interno dello stabilimento di via Ciliegiole (foto Gori)

Licenziati da AnsaldoBreda dopo i controlli degli investigatori privati: l’uomo ha raggiunto un accordo, la donna non ha invece accettato il reinserimento

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PISTOIA. Una causa va avanti, mentre un operaio accetta la transazione economica con l’azienda e lascia il lavoro. Ha suscitato scalpore nei mesi scorsi la vicenda dei due operai AnsaldoBreda licenziati dopo essere stati pedinati (e immortalati) da investigatori privati commissionati dall’azienda. L’operaio usufruiva della legge 104, l’operaia era in malattia. Entrambi erano stati sorpresi fuori casa, ma il loro licenziamento ha provocato grosse tensioni in via Ciliegiole, nonché un’assemblea e uno sciopero dei lavoratori in sostegno dei colleghi. Una giovane donna con difficoltà personali note all’azienda e un operaio che sono stati - come riportava la stessa lettera inviata da AnsaldoBreda - pedinati anche fuori dalle fasce di controllo.

L’azienda ha affermato di aver agito nel rispetto delle norme, e in effetti una certa giurisprudenza degli ultimi anni (comprese due sentenze della Cassazione) ammette il ricorso a investigatori privati se si ritiene concreto il comportamento fraudolento dei lavoratori. Nonostante ciò, e in seguito alle forti polemiche suscitate dalla decisione di AnsaldoBreda (tra l’altro poche settimane prima del passaggio a Hitachi, fatto che ha dato il via a ulteriori commenti su un messaggio del colosso giapponese ai futuri dipendenti) poche settimane dopo i licenziamenti, a Roma, è stato firmato un protocollo d’intesa coi sindacati. Che dovranno essere informati preventivamente nel caso in cui l’azienda ritenga necessario far sorvegliare un lavoratore. L’operaio licenziato nei mesi scorsi ha raggiunto un accordo economico e ha lasciato il lavoro. Diversa la posizione della giovane donna, il cui caso è seguito dall’ufficio vertenze della Cgil e dall’avvocato Serena Lenzi del Foro di Pistoia.

La causa va avanti. Si confida sempre in una soluzione condivisa, ma la proposta avanzata non è stata accettata. Sembra che fosse stata accolta l’ipotesi di reintegro, ma non in Hitachi, bensì nella old co, AnsaldoBreda, appunto. Soluzione non accolta dall’ufficio vertenze Cgil. (t.g.)

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