«A Pistoia si muore più che in altre Asl»
Mortalità evitabili, infarti, cardiopatie: i dati Ars illustrati dal dottor Catalani al convegno Cgil
PISTOIA. «Una proposta che mi sono sentito di avanzare all’assessore Stefania Saccardi? Quella di utilizzare i dati dell’Agenzia regionale sanitaria come strumento di programmazione, intervenendo puntualmente nei settori e nei territori dove ci sono le maggiori debolezze». Se il titolo del convegno della Cgil chiedeva di evidenziare le criticità ed elaborare delle proposte sulla sanità pistoiese Corrado Catalani, responsabile dei medici Cgil, l’occasione l’ha colta. Suscitando non poco vespaio e le perplessità dell’assessore Saccardi: «Questi dati non mi risultano». «Sono dati dell’Agenzia regionale», replica Catalani.
Ma cosa dicono questi numeri? «Gli ultimi dati disponibili - spiega Corrado Catalani - si riferiscono al biennio 2010-2012. Mettiamo a confronto le Asl che compongono l’Area vasta centro e vediamo come, per quanto riguarda il tasso di mortalità standardizzato, Pistoia abbia il numero di decessi più alti: 943, 7. Prato 940,6, Firenze 911,09. Il tasso di mortalità evitabili standardizzato dice che a Pistoia i morti sono stati 208, 05, a Prato 187,40, a Firenze 195,75, a Empoli 193,25».
Mortalità per infarto del miocardio: «A Pistoia 44,65, a Prato 34,04, a Firenze 39,13, a Empoli 32,57». Infine il dato sulle mortalità per cardiopatia ischemica: «A Pistoia 122,83, a Prato 103,39, a Firenze 90,66, a Empoli 102, 69». Pistoia, sottolinea Catalani, «nell’Area vasta centro ha il dato peggiore come mortalità generale, e il dato peggiore come mortalità evitabili. L’infarto del miocardio è sperequato rispetto a Firenze, e così la cardiopatia ischemica. Sono numeri che devono portare la Regione a riflettere nella programmazione. Indicano vulnerabilità figlie di più cause, soprattutto di una marginalità della sanità pistoiese rispetto alle altre Asl toscane».(t.g.)
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