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Non corre pericolo di vita il cervo ferito dai cani da caccia

MONTALE. Morso alle zampe posteriori e ai glutei da tre cani da caccia, il grosso cervo - un esemplare maschio di 8 anni di età e 200 chili di peso - è sceso dalla collina del Belvedere, ha percorso...

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MONTALE. Morso alle zampe posteriori e ai glutei da tre cani da caccia, il grosso cervo - un esemplare maschio di 8 anni di età e 200 chili di peso - è sceso dalla collina del Belvedere, ha percorso un tratto di via Fratelli Masini prima di spingersi nel campo dietro la scuola. Qui, cercando invano una via di fuga, ha attraversato la strada infilandosi in un vialetto tra via Vignolini e via Rossini. Era stremato. I cacciatori hanno richiamato i loro cani. Mentre alcuni residenti si sono messi ad osservare il maestoso animale, magari scattando qualche foto col cellulare, altri hanno avvertito la Polizia municipale, che ha a sua volta chiesto l’intervento della Cooperativa Dream Italia, convenzionata con la Provincia per il recupero della fauna selvatica. Il cervo è stato sedato e portato nel Centro di recupero di Pistoia.

«Sono stato informato dalla Dream Italia - spiega Cataldo Lo Iacono, comandante della Municipale di Montale - che il cervo non sarà soppresso. Era, infatti, un’ipotesi non da escludere all’inizio. Era spossato, oltre che per l’inseguimento anche per la debilitazione da stagione post riproduttiva, come hanno appurato gli esperti. Aveva diverse lesioni agli zoccoli attribuibili a scontri con altri maschi, e poi è stato morso dai cani da caccia alle zampe posteriori e ai glutei».

È tempo di caccia di selezione, e nel tentativo di sfuggire ai suoi predatori è arrivato sino in paese «Non è un caso di ungulato sceso a valle per cercare cibo. Sono frequenti infatti gli episodi di cervi, caprioli e cinghiali che attraversano la Montalese rischiando, o incorrendo nello scontro con gli automobilisti». L’animale resterà ancora per qualche giorno sotto osservazione e poi, con la competente autorità regionale, sarà valutato se rimandarlo in libertà o portarlo in una struttura specializzata.

Tiziana Gori

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