Il Tirreno

Pistoia

Concessioni scadute, rischio sanzioni per i tavoli sulla Sala

di Valentina Vettori
Concessioni scadute, rischio sanzioni per i tavoli sulla Sala

Dalla mezzanotte di domenica chi non è in regola con l’autorizzazione all’occupazione del suolo deve rimuovere i tavolini esterni

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PISTOIA «Dehor sì, dehor no?». È tanta l’incertezza sul da farsi per quei 23 esercenti del centro storico, che nelle settimane scorse si sono visti revocare l’autorizzazione per l’uso del suolo pubblico e dei dehors dalla Conferenza dei servizi - organo tecnico del Comune di Pistoia – a causa di mancati pagamenti del Cosap, occupazione eccedente del suolo o arredi non conformi.

Il 31 dicembre 2015 sono scaduti i termini delle concessioni, e i titolari dei locali a cui il rinnovo è stato negato (23 su 48 richieste pervenute per il 2016), avevano 10 giorni per smontare i dehors. Dalla mezzanotte di domenica 10 gennaio, quindi, chi non risulta in regola con i permessi è passibile di sanzioni. E, come previsto dal regolamento, il Comune potrà procedere a sequestro e rimozione forzata dei dehors, con spese a carico dei titolari dei locali. Come sottolineano gli esercenti, però, da Palazzo di Giano nessuno ha dato indicazioni chiare sull’obbligo o meno di sgomberare gli spazi. E tutti rimangono in attesa della prossima riunione della commissione V, martedì 12, fra l’assessore al commercio Tina Nuti, consiglieri comunali e tecnici della Conferenza dei servizi, che dovrebbero pronunciarsi sul futuro delle concessioni.

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Due giorni di “limbo”, lunedì e martedì, in cui la scelta di continuare a tenere fuori i dehors, o meno, è legata al libero arbitrio degli esercenti, visto che nell’ultima riunione della stessa commissione di venerdì neanche l’assessore Nuti ha fornito indicazioni in merito.

C’è chi, come Yuri Traversari – titolare del bar di via Buozzi – ha deciso che oggi rimuoverà gli arredi esterni, e chi propende per lasciarli, almeno fino a martedì, come Francesco Becagli della Degna Tana in piazza della Sala. «Credo che la maggior parte dei locali del comparto Sala, lascerà fuori gli arredi esterni – spiega Becagli –. Anche tra di noi, però, ci sono idee diverse in merito».

E a questo proposito, domenica è in programma un incontro fra gli stessi esercenti coinvolti per cercare di trovare una linea condivisa da portare avanti nei confronti del Comune. In ogni caso, tutti gli esercenti sono concordi nell’auspicare una veloce presa di posizione da parte dell’amministrazione nei confronti della situazione che si è venuta a creare, con l’auspicio che possa magari essere disposta una moratoria che prolunghi i tempi per mettersi in regola con pagamenti arretrati, così da rinnovare le concessioni.

«Le revoche, come noto, sono arrivate dagli uffici tecnici – dice Traversari – ma questo non significa che la politica non debba comunque dire la sua in merito, tentando di salvaguardare il settore. Senza dehors – conclude – lavoreremo la metà, con enormi ripercussioni per tutti».

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