Il presidio
Fumata nera sui dehors: la parola passa ai tecnici
Pistoia, un folto gruppo di ristoratori ha assistito in silenzio ai lavori della commissione ma l’eventuale decisione di rivedere il regolamento è stata rinviata
PISTOIA. Una commissione 5ª più affollata del solito, quella di venerdì 8 gennaio a palazzo di Giano, dove si è svolto l’incontro per discutere di quello che è diventato l’“affaire dehors”, alla presenza dell'assessore Tina Nuti. Presenti anche diversi titolari di locali del centro storico che, nelle settimane scorse, si sono visti negare il rinnovo della concessione di suolo pubblico e i permessi per l’utilizzo di dehors, dopo le verifiche eseguite dalla conferenza dei servizi.L’organo tecnico del Comune di Pistoia incaricato di analizzare le richieste degli esercenti pervenute entro il 30 novembre 2015 e decidere sui rinnovi. Rinnovi – solo 25 su un totale di 48 richieste – che ridisegnano l’assetto dei locali del centro storico, e che in 23 casi sono stati negati per diversi i motivi: mancato pagamento del Cosap, canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, occupazione eccedente del suolo pubblico e arredi non conformi, o entrambi i motivi.
Niente di risolutivo però dall’incontro di venerdì, come magari qualcuno degli esercenti presenti si sarebbe aspettato, perché solo martedì 12 – data della prossima riunione della commissione V – potrà arrivare qualche nuovo elemento che faccia chiarezza sull’attuale situazione. Al tavolo dell’incontro si sederanno, oltre a consiglieri e assessore Nuti, anche i tecnici della conferenza dei servizi, che avranno il compito di dare risposte concrete a quelli che sono le perplessità avanzate dagli stessi consiglieri in merito alla modalità di applicazione di alcune norme del regolamento vigente.
Tra gli aspetti più contestati e citati dai consiglieri Maurizio Giorgi, Alessandro Capecchi e Margherita Semplici la necessità di eliminare nel nuovo regolamento - in corso di elaborazione da ormai un anno - tutti quegli aspetti che possano dare luogo a problemi interpretativi da parte dei tecnici sull’applicazione della norma, ma anche come sia possibile che soltanto nel 2015 ci sia stato un tale stravolgimento nel diniego del rinnovo delle concessioni.
Insomma, negli anni passati – regolamento alla mano – non c’è mai stato nessun esercente che abbia, per esempio, sforato i termini di pagamento delle tre rate Cosap? Uno dei fattori che determina la sospensione della concessione. «O forse quest’anno si è voluta usare la legge del taglione per punire qualcuno?» accusa Capecchi.
In ogni caso, da domenica 10, per 23 locali, scatterà il divieto di occupazione del suolo pubblico. E allora cosa accadrà? Sembra che tutto sia stato congelato fino a martedì, quando dal nuovo incontro di commissione V e tecnici, delle risposte chiare dovranno necessariamente arrivare, come dice la stessa Nuti, garantendo che a livello politico l’impegno sarà massimo per trovare un punto di incontro su quelle che sono le necessità di tutti i soggetti coinvolti.
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