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Pistoia

«Pochi 10 infermieri in più in ospedale ne servono 30»

«Pochi 10 infermieri in più in ospedale ne servono 30»

Il sindacalista della Cisl: l’Azienda sanitaria ricorre agli interinali per il San Jacopo ma l’organico è sottodimensionato. Da risolvere il nodo della pronta disponibilità

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PISTOIA. Dieci interinali in arrivo al San Jacopo per supplire alla carenza di personale infermieristico. Una buona notizia? Solo in parte, è la considerazione della Funzione pubblica Cisl, che attraverso Giovanni Susini denuncia: «Mancano almeno 50 lavoratori tra infermieri e operatori socio sanitari. Trenta e venti, potrebbe essere la ripartizione, ma l’organico non sarebbe ancora al completo».

La carenza di personale e l’obbligo delle 11 ore di stacco tra un turno e l’altro stanno acuendo il disagio dei lavoratori della Asl 3, è l’accusa della Cisl sanità e del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche. Sotto le feste di Natale «c’è chi non ha saltato un giorno, né la vigilia, Natale, Santo Stefano o l’ultimo dell’anno».

Questo perché «l’Asl 3 da una parte applica la legge europea sulle 11 ore (in vigore da fine novembre in Italia, ndr) ma dall’altra istituisce la reperibilità come obbligatoria e la usa per sopperire alla carenza di personale». «Non riusciamo più - dice Susini - a gestire reperibilità e turni. La carenza di personale e la legge sulle 11 ore hanno fatto diventare un’impresa titanica l’organizzazione del lavoro».

Aboliti cambi turno tra colleghi, abolita la partecipazione a corsi di formazione su base facoltativa (quando per contratto spetterebbero 8 giorni all’anno). E una circolare che dice che: “I giorni di riposo spettanti al personale sono a gestione del coordinatore, che ne può disporre per coprire carenze e falle nella turnazione sulle 24 ore”.

Espedienti, è la denuncia della Cisl, per far fronte alla carenza di personale legata (anche) al blocco del turnover e delle assunzioni. Per sopperirvi la pronta disponibilità (anche detta reperibilità) è stata impostata in maniera tale che «gli operatori sembrano avervi aderito volontariamente. La legge europea, così come è stata applicata dall’Azienda, ci impedisce di gestire la turnazione nel rispetto del tempo libero e degli impegni personali che ognuno ha. Istituire la reperibilità come obbligatoria, e soprattutto usarla per far fronte alla carenza cronica di personale comporta l’essere chiamati automaticamente in reperibilità per malattie, infortuni, permessi concessi ai colleghi, quando invece la reperibilità è un istituto contrattuale da applicare in urgenza ed è prevista come obbligatoria solo in ambiti come sale operatorie, pronto soccorso ed emergenza-urgenza».

Il 14 gennaio è in programma un incontro tra l’Azienda e le organizzazioni sindacali. In via non ufficiale è emerso che potrebbe finalmente essere affrontato anche il nodo delle 11 ore e la gestione delle pronte disponibilità. «Abbiamo chiesto da tempo un confronto con Morello - spiega Susini - Il commissario ha rinviato ad un periodo successivo alla nascita dell’Area Vasta Centro. Noi abbiamo l’esigenza di capire quali sono le prerogative che possono restare su Pistoia da un punto di vista chirurgico, radiologico, di laboratori... I dieci interinali nel servizio infermieristico servono a “traghettarci” verso la maxi Asl, ma non sono assolutamente sufficienti. Non ci sono risorse? Allora scegliamo cosa far restare nella Asl 3 di Pistoia, già abbondantemente penalizzata da anni sul versante delle risorse economiche. Gli operatori non possono continuare con questi turni di lavoro. Sono allo stremo delle forze».

Tiziana Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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