La Giostra dell’Orso di Pistoia finisce in tribunale
Ricorso d’urgenza del Comitato contro le associazioni animaliste. Il 13 gennaio prima udienza davanti al giudice civile
PISTOIA. Il Comitato cittadino Giostra dell’Orso ha presentato un ricorso urgente al Tribunale di Pistoia contro Enpa e Oipa affinché sia vietata ogni ulteriore diffusione del messaggio anti-Giostra utilizzato nei quattro grandi cartelloni delle associazioni animaliste affissi in città il 18 novembre scorso.
“Nessuna regola salva i cavalli…11 morti, 16 feriti di cui la sorte è sconosciuta, 27 vittime non bastano? Aboliamo la Giostra dell’Orso”. Questo il contenuto dei manifesti delle sezioni pistoiesi Enpa e Oipa che il Comitato ha ritenuto “ambiguo, ingannevole e fuorviante” facendo ricorso, un mese fa, al Tribunale di Pistoia. Il 13 gennaio è fissata la prima udienza.
Per l’Oipa “l’inammissibile e arbitraria censura” che il Comitato vorrebbe imporre, non può certo trovare tutela né in via urgente né in via ordinaria. Per questo nei prossimi giorni si costituirà in giudizio, rappresentata dal legale Gianluca Sebastio. Non solo di sacrosanta libertà di manifestazione del pensiero, sancita dalla Costituzione, parla l’avvocato, ma anche e soprattutto di rispetto delle regole: il linguaggio usato non è offensivo e rappresenta la verità.
Sussiste inoltre, secondo il legale, l’ interesse della collettività aD essere informata sui fatti, tanto più che ci sarà (non è ancora dato sapere quando) un referendum on-line, non vincolante, proprio sul futuro della Giostra.
Secondo il Comitato, rappresentato dal legale Gian Luca Lomi, il messaggio delle associazioni animaliste non deve invece essere diffuso, a maggior ragione, proprio in vista del referendum, perché potrebbe influenzare la cittadinanza con contenuti ambigui.
“Le immagini utilizzate – si legge poi nel ricorso – sono quantomeno inappropriate. Proprio la crudezza e la (artificiosa) composizione delle stesse, con il relativo messaggio scritto, inducono immediatamente una falsa e fuorviante immagine della manifestazione”.
La foto in questione immortala l’infortunio di Golden Storming durante la Giostra 2014, quella costata la vita a due purosangue. È stato a seguito di quelle morti che la manifestazione è stata sospesa per un anno.
“La crudezza dell’immagine – questa la posizione dell’Oipa davanti al ricorso del Comitato – rispecchia, piaccia o non piaccia, la realtà dei fatti. Quanto contenuto nei manifesti ritraeva solo e unicamente il vero”.
Secondo l’Organizzazione per la protezione degli animali inoltre, nessuna modifica al regolamento - visto che la revisione è in atto - potrà mai cancellare il rischio della Giostra. Da qui la frase “nessuna regola salva i cavalli”.
Per il Comitato però, il messaggio rischia di portare fuori strada cittadini e turisti, e di danneggiare l’immagine della città e della manifestazione. Si parla inoltre di danni economici ingenti diretti – visto che l’incasso medio a edizione è di circa 50.000 euro – e indiretti. Nel ricorso (in cui viene chiesta anche la rimozione dei cartelloni, ormai però non più presenti in città) il Comitato contesta i numeri che Enpa e Oipa hanno diffuso senza aver indicato il periodo temporale di riferimento. E poi l’utilizzo di un generico “vittime”, che non esclude conseguenze per le persone. Ma soprattutto è ritenuta ingannevole l’espressione ”nessuna regola salva i cavalli”: “È contraria al vero e alla stessa natura di ogni società civile, basata proprio sul rispetto delle regole”.
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