Il Tirreno

Pistoia

Slitta la pensione, niente soldi per la spesa

La denuncia di uno dei tanti anziani che si sono visti posticipare dall’Inps il pagamento al 5 del mese

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MONTALE. «Ho visto quel “ragazzo” di novant’anni con le lacrime agli occhi perché non sapeva come comprarsi da mangiare. I soldi per vivere li ha finiti già da qualche giorno e faceva affidamento sulla pensione di gennaio per tornare a fare la spesa... Ed invece ha avuto la brutta sorpresa».

A denunciare il caso è Alvaro Corsini, di Montale, che si avvicina agli ottant’anni ed anche lui, ieri mattina, ha scoperto, andando in banca a Montale, che la pensione gli sarà accreditata solo oggi.

«Vedere dei poveri pensionati in lacrime per il ritardo nel pagamento della pensione per la quale hanno versato milioni di lire durante la loro vita lavorativa mi ha fatto star male – continua il signor Corsini – Come si fa a pagare la pensione di martedì 5, giustificandolo col fatto che ci sono le feste? Ma a noi pensionati se andiamo a fare la spesa nei giorni festivi i soldi ce li chiedono subito o aspettano il secondo giorno feriale?».

La protesta del signor Corsini nasce dal fatto che effettivamente la prima pensione del 2016 è stata accreditata ieri per coloro che hanno un conto alle Poste e oggi per i correntisti bancari. Un’anomalia rispetto alla norma, che prevede il pagamento nel primo giorno lavorativo del mese, che l’Inps aveva annunciato con una nota già alla vigilia di Natale ma che ha trovato tanti pensionati non informati. Il foglio affisso davanti alle banche ieri, col quale si avvertivano i beneficiari di pensioni Inps che potevano prelevare solo a cominciare dal 5 gennaio, ovvero oggi, ha creato non pochi malumori.

«La pensione dovevano pagarla sabato 2 gennaio – continua Corsini – Ma hanno fatto il ponte e le banche di sabato sono chiuse. Ma lunedì avrebbero dovuto pagarcele, ed invece siamo scivolati a martedì. Ma a me, che ho dato disposizioni per un bonifico periodico ogni giorno 3 del mese, quello di gennaio me lo hanno addebitato il 31 dicembre, come mai?».

«Ho lavorato una vita come artigiano pagando milioni di lire di contributi e oggi mi trovo ad avere una pensione quasi pari ad un profugo arrivato clandestinamente in Italia da pochi giorni – aggiunge Corsini, cambiando discorso ma a sottolineare quella che ha vissuto come una grande ingiustizia – Non mi riconosco in questo Stato che non tutela noi pensionati. In banca c’era la fila di pensionati che alle prese con un giorno di ritardo per incassare la pensione». (p.p.)

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