Il Tirreno

Pistoia

Tredici dipendenti rinviati a giudizio

di Pasquale Petrella
Tredici dipendenti rinviati a giudizio

In quattro hanno scelto i riti alternativi: uno è stato assolto, una condannata col rito abbreviato e due hanno patteggiato

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PISTOIA. Uno assolto, tre condannati e tredici rinviati a giudizio. E’ stata questa la decisione del giudice delle udienze preliminari di Pistoia, Alessandro Buzzegoli, chiamato a decidere su due richieste di patteggiamento, due di rito abbreviato ed altre tredici richieste di rinvio a giudizio per i diciassette dipendenti della Prefettura di Pistoia indagati per truffa, perché avrebbero ripetutamente lasciato il posto di lavoro senza timbrare il badge elettronico o facendolo fare ad un collega. Il tutto riferito al periodo da maggio a novembre del 2011. Ad essere assolto è stato Cataldo Maggio, 45 anni, difeso dall’avvocato Marco Labate. Per lui, che ha chiesto il rito abbreviato, il giudice ha ritenuto che non ci fossero le prove per ritenerlo responsabile delle accuse mossegli.

Ha avuto una condannata di 6 mesi di reclusione e duecento euro di multa (pena sospesa) Annabella Pellegrini, 53 anni, difesa dall’avvocata Giada Maggini, che ha a sua volta chiesto il rito abbreviato. Ha invece patteggiato una pena di otto mesi di reclusione e trecento euro di multa (pena sospesa) Mirco Poli, 44 anni, difeso dall’avvocata Maria Elena Donato. Ha patteggiato una pena di 10 mesi e 400 euro di multa (pena sospesa) anche Rossella Cappellini, 60 anni, che è comunque già in pensione, difesa dall’avvocata Cecilia Turco.

Sono invece stati rinviati a giudizio per l’udienza del 27 maggio 2016 gli altri tredici imputati, ovvero: Maurizio Fusario, 50 anni, difeso dall’avvocata Elena Mucci; Loredana Iraci, 55 anni difesa dall’avvocato Ambrogio Fallara; Anna Maria Gallo di 57 anni, difesa dall’avvocato Ugo Ronchi; Dennis Cornforth di 58 anni difeso da Franco Ballati; Elena Battaglini di 56 anni, difesa dall’avvocata Doretta Meoni; Sergio Rivetti di 54 anni difeso dall’avvocato Andrea Niccolai; Maurizio Di Pietro, 53 anni, difeso da Andrea Niccolai; Anna Anastasio, 53 anni, rappresentata dall’avvocato Mario Gallo; Simonetta Mercadante, 52 anni, difesa dall’avvocato Cecilia Turco; Elio Flosi, 49 anni, difeso dall’avvocato Andrea Niccolai; Roberto Andreozzi, 54 anni, difeso dall’avvocato Manuele Ciappi; Isabella Illari di 54 anni e Antonella Sebastiani di 47 anni, entrambe difese da Andrea Niccolai.

Nello scorso luglio c’era stato un altro patteggiamento da parte di un’altra dipendente della Prefettura che nel frattempo è andata in pensione. Si tratta di Sara Giagnoni, 65 anni, difesa dagli avvocati Arianna Bellati e Giuseppe Nicolosi che patteggiò davanti al gip Patreizia Martucci, una pena a otto mesi di reclusione e 300 euro di multa beneficiando della sosospensione condizionale della pena.

Quasi tutti gli imputati, quando furono ascoltati dai carabinieri che hanno svolto le indagini, giustificarono le uscite dal luogo di lavoro senza “timbrare il cartellino” sostenendo che erano dovute a motivi di servizio, a parte le assenze particolarmente brevi, nell’ordine di pochi minuti, attribuibili, probabilmente, a pause caffè.

Giustificazioni che non hano convinto il gup visto che ha rinviato a giudizio tredici di loro e accettato il patteggiamento ed il rito abbreviato per i quattro dipendenti che hanno trovato l’accordo col pubblico ministero, Fabio Di Vizio.

E’ comunque da far presente che il danno allo Stato va dagli 822,5 euro del caso più grave (94 ore di assenza dal lavoro in sei mesi e mezzo) ai 105 di quello più esiguo (solo 12 ore di assenza). In totale, l'ipotetico danno subito dallo Stato sarebbe di 5.328 euro.

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