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Stalker alla porta di casa, arriva la polizia
A chiamare gli agenti, l’ex convivente esasperata. L’uomo in passato si era reso colpevole di altri maltrattamenti
PISTOIA. Dopo anni di violenze, fisiche e psicologiche, aveva trovato il coraggio di mettere la parola fine alla travagliata convivenza lo scorso dicembre. La goccia che allora aveva fatto traboccare il vaso era stato un telefono cellulare trovato per caso fissato sotto la sua auto: un Iphone grazie al gps del quale ogni suo spostamento poteva essere seguito. Ma l’ex compagno non si è mai rassegnato. E ha continuato a tormentarla, a seguirla, ad aspettarla sotto casa e davanti al luogo di lavoro. E ogni volta, offese, urla, minacce.
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Come ieri mattina, quando l’uomo si è attaccato al campanello dell’abitazione della sua ex. Dove, poco dopo le 11, è stato trovato dai poliziotti della Squadra volante della questura, accorsi sul posto dopo che la donna, terrorizzata, ha chiesto aiuto al 113. Il quarantanovenne imprenditore pistoiese, a quel punto, è stato portato negli uffici di via Macallè e arrestato per il reato di atti persecutori. Messo ai domiciliari nella sua abitazione di Pistoia, l’uomo sarà interrogato nei prossimi giorni dal gip.
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Come detto, una storia lunga e travagliata quella tra lo stalker e la sua vittima, più volte interrotta dalla donna e poi riallacciata quando sembrava che le cose tra i due potessero andare meglio. Una relazione che i poliziotti della Squadra volante hanno ricostruito ieri mattina al fine di fornire al pm le basi per far scattare l’arresto. Nel corso degli anni, la donna aveva sporto denuncia contro il compagno già quattro volte, in un caso corredandola anche con dei referti medici per le lesioni subite. Ma più che violenze fisiche, quelle che è stata ripetutamente costretta a subire sono state violenze psicologiche, che alla fine hanno stravolto completamente la sua vita. Il compagno infatti, oltre a picchiarla, la minacciava ogni volta che usciva, e quando poi rincasava, arso dalla gelosia, la sottoponeva a una sorta di terzo grado, per sapere dove e con chi fosse stata. E condendo il tutto con offese relative alla sua integrità morale. La donna tempo fa si era presentata in questura con l’avvocato per chiedere un provvedimento di ammonimento: richiesta che poi aveva ritirato quando l’uomo, con promesse come al solito non mantenute, era riuscito a farsi perdonare e a riallacciare la relazione. Quest’ultima era finita definitivamente un anno fa quando la donna, portando la propria auto dal meccanico, aveva scoperto che il compagno, per controllarne gli spostamenti, le aveva piazzato sotto un cellulare dotato della app che, attraverso il gps, trasmetteva la sua posizione.
Come previsto dalla cosiddetta legge sul femminicidio, con l’episdio di ieri mattina la polizia ha potuto far scattare l’arresto per stalking.
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