Il Tirreno

Pistoia

Nessun volto noto al funerale di Licio Gelli

Nessun volto noto al funerale di Licio Gelli

Un centinaio di persone, parenti e amici, ha seguito la messa funebre nella cappella della Misericordia. Nessuna iniziativa di contestazione. Applausi per una poesia letta durante la celebrazione

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PISTOIA. Circa un centinaio di persone ha seguito, nella chiesetta della Misericordia di Pistoia, il funerale di Licio Gelli, morto martedì 15 dicembre nella sua abitazione di Arezzo all'età di 96 anni. Nessun volto noto, in prima fila i familiari con la moglie Gabriela, la figlia Maria Rosa e i nipoti. Con loro i collaboratori del "venerabile" e tanti amici, solo alcuni dei quali pistoiesi. Una decina le corone e anche la bara era letteralmente coperta di fiori bianchi e rossi.

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Fuori delle porte della chiesa, la città ha vissuto con sostanziale indifferenza l'ultimo viaggio di un pistoiese così noto. Poliziotti, vigili urbani e anche gli uomini di una società privata controllavano la strada, ma non vi sono state né manifestazioni di protesta né iniziative isolate, contrariamente a quello che accadde il 12 febbraio 2006, quando Gelli si presentò alla cerimonia di consegna di parte dei suoi documenti privati all'Archivio di stato e fu aspramente contestato. Solo il gran numero di cineoperatori, fotografi e giornalisti ha rivelato, per oltre un'ora, dalle 15 alle 16, che nella chiesa dell'altrimenti tranquilla via del Can Bianco, si stava celebrando un funerale diverso dal solito.

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A celebrare la messa funebre per Licio Gelli è stato il viceparroco di San Paolo, don Pierluigi Biagioni, che durante l'omelia non ha fatto cenno alle moltissime controverse vicende che hanno visto protagonista il defunto, dalla Loggia P2 alla condanna per il depistaggio delle indagini sulla strage di Bologna, alla bancarotta del Banco Ambrosiano. Ha solo sottolineato come Gelli abbia avuto una vita particolarmente lunga, circostanza utile a comprendere le cose che valgono davvero, quelle che possono dare la felicità. "Le lunghe vite - ha detto - sono grandi occasioni". Naturalmente a dare la felicità - ha spiegato il sacerdote - è la capacità di uniformarsi all'amore di Cristo. Don Biagioni ha sottolineato anche la circostanza che la morte di Gelli abbia coinciso con l'apertura dell'anno giubilare dedicato alla misericordia, un modo per ribadire - ha detto il sacerdote - che l'amore del Signore è più grande dell'amore degli uomini.

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Ma il momento più commovente del funerale è stato quando, poco prima della benedizione finale,  la sua attuale segretaria ha letto una poesia del "Venerabile", intitolata "Ho seminato e raccolto". Scritta nel 1997, suona come un testamento: "Oggi ho terminato di seminare" scriveva Gelli. Alla conclusione della lettura è scattato l'applauso dei presenti.

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Conclusa la messa funebre, la bara di Licio Gelli è stata trasportata fuori della chiesa e quindi, in auto, al cimitero della Misericordia, dove l'ex capo della Loggia P2 è stato sepolto nella cappella di famiglia, dove già riposa la prima moglie Wanda.

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