Italiani in costante aumento
PISTOIA. Per la prima volta dopo cinque anni di preoccupante ascesa, cala seppur di poco il numero delle persone ascoltate ed accolte dai Centri Caritas della diocesi. Se nel primo semestre del 2014...
PISTOIA. Per la prima volta dopo cinque anni di preoccupante ascesa, cala seppur di poco il numero delle persone ascoltate ed accolte dai Centri Caritas della diocesi. Se nel primo semestre del 2014 erano state 1.682 (il dato più alto dal 2011 ad oggi), da gennaio a giugno 2015 sono state 1.627. Persone spinte per la maggior parte dei casi da richieste di aiuto per povertà economica, che però sempre più spesso necessitano di risposte che mal si fermano al classico pacco alimentare o alla fornitura di vestiti per il freddo dell'inverno.
Una frenata rilevata dai numeri, che però non cambia di molto lo scenario che la Caritas di Pistoia da anni fa di una zona strangolata dalle difficoltà lavorative dove al 77% di persone che chiedono aiuto per mancanza di lavoro, spunta un 14,5% di chi ha un reddito insufficente arrivato oltretutto da lavoro nero. Dopo anni di rilevazione del problema, il meticoloso lavoro dell'Osservatorio sulle povertà e le risorse della Caritas diocesana coordinato da Giovanni Cerri, Francesca Meoni e Sara Lupi grazie ai dati dei centri d'ascolto dislocati tra la montagna pistoiese e l'appendice pratese e fiorentina della diocesi (Oste e Limite sull'Arno), il dossier 2015 dà un dato concreto di questo fenomeno. Nel primo semestre dell'anno, infatti, più di 7 persone su 100 ascoltate dalla Caritas, hanno dichiarato di lavorare in nero. Dato allarmante visto che nel 2011 la percentuale era dell'1,7% sul totale. Se i numeri parlano quindi di leggera flessione, la realtà vera emersa dalle testimonianze ascoltate nell'aula magna del seminario vescovile, che hanno ricordato ai presenti come dietro ad ogni percentuale, ad ogni confronto statistico, ci siano persone e spesso famiglie, si può parlare di una stabilizzazione e cronicizzazione della povertà nel territorio pistoiese.
Un vortice che, dal 2009 in poi, con l'acuirsi della crisi, ha risucchiato dentro i nuovi poveri (nel 2015 gli italiani aiutati dalla Caritas sono praticamente la metà del totale, 49,8% in leggera e costante ascesa nell'ultimo quinquennio) e coloro che, dopo anni difficili, erano usciti dai percorsi di aiuto come i cittadini albanesi (la prima comunità migrante arrivata a Pistoia) saliti al 35% del totale degli stranieri contro il 30% di cinque anni fa. Insieme all'Albania, rimangono il Marocco (30,3%), la Romania e la Nigeria, gli stati di provenienza della maggior parte degli stranieri che si rivolgono alla Caritas pistoiese.
Tra loro cala notevolmente il numero dei rumeni che scende al 9,6% dal 14,8% di cinque anni fa. (e.p.)
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