Il Tirreno

Pistoia

Laura e Fulvia, due mamme rinate grazie alla donazione

Al convegno dell’Avis la testimonianza davanti ai ragazzi delle scuole superiori di chi ha vinto la sua battaglia contro la malattia con il trapianto di midollo

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PISTOIA. Fulvia, 37 anni, e Laura, 41, sono due donne come tante. Ma con qualcosa in più: il coraggio di combattere la loro battaglia per poi vincerla. E questa loro sfida l’hanno raccontata lo scorso sabato mattina, in occasione del convegno Avis “Il dono... da me a te”, al polo universitario di via Pertini, davanti a una platea di ragazzi delle classi quarte e quinte superiori degli istituti Einaudi, Pacinotti e De’ Franceschi . Un appuntamento organizzato proprio per spiegare alle giovani generazioni l’importanza della donazione di sangue e plasma.

Un centinaio di studenti ha seguito il convegno con trasporto, soprattutto il momento in cui a parlare sono state Fulvia e Laura. Proprio perché, come ha ribadito Igli Zannerini, presidente dell’Avis Pistoia, «la testimonianza di chi ha subito un trapianto di midollo o delle trasfusioni è più importante di qualsiasi altra cosa, e colpisce soprattutto la sensibilità dei più giovani».

«La mia malattia, l’aplasia midollare, è iniziata quando avevo trent’anni – ha raccontato Fulvia, oggi madre di un bimbo di 19 mesi – Ho iniziato con diverse trasfusioni di sangue, poi terapie con antibiotici e anticoagulanti. Andavo in ospedale una volta alla settimana per le trasfusioni, e non vi nego la difficoltà dei medici a reperire tutte quelle sacche di sangue. Ho dovuto fare una terapia a Firenze per resettare il midollo, ma non è ripartito. Sono stata 54 giorni in camera sterile. Una volta dimessa mi hanno detto che avrei dovuto subire il trapianto di midollo. Non so cosa sia accaduto in quel momento, ma nella sfortuna i medici mi hanno trovato un donatore: un ragazzo di Brescia, di 36 anni. Quel giorno sono tornata a vivere. I primi mesi sono stati duri, ma ce l’ho fatta».

Nella nostra provincia sono 8.700 gli iscritti nel registro dei donatori, 2.652 nel solo comune di Pistoia. «Bisogna capire che senza sangue non si vive – spiega Adriana Tognaccini, ex primario del centro trasfusionale di Pistoia – Il sangue non si può produrre in laboratorio».

La testimonianza di Laura è simile a quella di Fulvia: solo che Laura, quando scopre di avere un tumore del sangue, è già madre di un bimbo di 6 mesi. «Mi dicevano che non avrei festeggiato il primo compleanno di mio figlio e così, dopo la disperazione, è subentrata la forza – ha raccontato – Prima tanti cicli di chemioterapia, poi trasfusioni di sangue settimanalmente. Prima ho fatto un trapianto autologo di midollo, poi ho avuto bisogno di un donatore esterno: un ragazzo canadese di 27 anni. Il giorno del trapianto è stato il giorno della mia rinascita. L’emozione nel vedere la sacca di midollo è stata la stessa che ho provato quando ho visto mio figlio nascere».

Alessandra Tuci

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