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Un’impresa su due non ha pagato la Tari

Un’impresa su due non ha pagato la Tari

Il Comune di Quarrata ha riscosso per ora solo il 50% delle utenze. E con l’Ici non va meglio

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QUARRATA. Un’azienda su due a Quarrata non ha pagato le prime due rate della Tari nel 2015. Il riscosso per il Comune, non supera il 51% delle utenze non domestiche. Le imprese sono in ginocchio e le minori entrate tributarie rispetto a quelle previste in bilancio, ne sono la dimostrazione. Nel 2013 a pagare la Tares è stato il 70% delle attività. Nel 2014 il 67%. Il Comune dovrà aggiungere le mancate entrate di quest’anno al buco da due milioni di euro registrato per il passato biennio, comprensivo anche delle utenze domestiche. Il minor gettito nelle entrate tributarie è stata «la nota dolente» , come ha detto l’assessore Riccardo Musumeci, dell’assestamento di bilancio di previsione 2015, approvato con il voto favorevole della sola maggioranza durante il consiglio comunale di giovedì. «Il bilancio - ha messo in chiaro Musumeci - è sano e solido». Poi è passato alle criticità: Imu e Tari. La prima, dice l’assessore, è quella maggiore. «La fase di riscossione ha evidenziato una contrazione sull’Imu che si presume non possa essere colmata entro il rendiconto». Sono entrati 147.000 euro in meno rispetto a quanto il Comune avrebbe dovuto incassare. Musumeci ha parlato in consiglio delle evidenti «difficoltà per le attività produttive». «Finora - ha commentato Alessandro Cialdi, capogruppo di Insieme per Quarrata - non vi siete preoccupati tanto. La gente non si può tartassare in questo modo. In due anni le aliquote Imu sono passate dall’8,6 per mille al 10,6». L’incidenza dell’Imu sul bilancio è di poco più di 5 milioni di euro. E’ invece di 5 milioni e mezzo quella della Tari 2015. Ennio Canigiani, Forza Italia, ha chiesto all’assessore alle finanze quanto minor incasso è previsto per l’annata in corso. In prospettiva infatti, c’è la possibilità che oltre ai 2 milioni del passato si apra un ammanco di altri 2 milioni e mezzo. Musumeci però ha spiegato che non si possono fare previsioni sul non riscosso. Un’azienda che non ha pagato le prime due rate, potrebbe anche rifarsi con il saldo di dicembre. Scenario questo, che attualmente sembra di difficile realizzazione. «Per quanto riguarda la Tares 2013 e la Tari 2014 non pagate - ha poi ricordato Musumeci - è stato completato l’invio dei solleciti», circa 6.000 raccomandate tra aziende, la fetta più grande, e famiglie. Nel 2015, come raccontava il Tirreno lunedì scorso, anche a Montale è un’attività su due a pagare la tassa sui rifiuti (53%). Ad Agliana hanno pagato le prime due rate il 65% delle imprese. Dalla Cna, ancora nell’articolo di inizio settimana, avevano denunciato l’applicazione ingiusta della tassa, con aziende che si ritrovano a pagare il servizio due volte. «Le superfici su cui vengono prodotti rifiuti smaltiti dalle imprese stesse, privatamente, a proprie spese, come da norma, devono essere escluse dal conteggio della Tari» commentava la responsabile territoriale Cna Barbara Lucchesi.

Beatrice Faragli

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