Il Tirreno

Pistoia

Palagiustizia al Ceppo: parola al Ministero

Fabio Calamati
Il padiglione Cassa di risparmio, all’interno dell’ex ospedale del Ceppo (Gori)
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Il padiglione Cassa di risparmio, all’interno dell’ex ospedale del Ceppo (Gori)

Pistoia: procura, tribunale e avvocati hanno dato parere favorevole al trasferimento degli uffici giudiziari nel padiglione Caripit

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PRATO. La parola, adesso, è al Ministero della giustizia. Spetta al dicastero retto da Andrea Orlando, infatti, alzare o meno disco verde al progetto per trasformare una parte del vecchio ospedale del Ceppo nel nuovo Palazzo di giustizia di Pistoia. L’edificio individuato è il padiglione “Cassa di risparmio”, quello che si trova entrando da piazza Giovanni XXIII, subito alle spalle della parte storica del vecchio ospedale. Diecimila metri quadri, distribuiti su tre piani fuori terra, realizzato tra il 1932 e il 1935 ma in buon stato di conservazione, con un valore stimato di 4,5 milioni di euro. Il padiglione è vuoto dal luglio 2014, quando tutto l’ospedale del Ceppo si è trasferito in periferia, nell’attuale sede del San Jacopo.

A lanciare l’idea di farne il Palazzo di giustizia che Pistoia non ha mai avuto era stato, quest’inverno, il presidente dell’Ordine degli avvocati, Giuseppe Alibrandi. Ebbene, questi mesi sono serviti proprio a fare le verifiche del caso e l’esito è stato positivo. Lo ha detto il sindaco Samuele Bertinelli parlando dei numeri dell’assestamento di bilancio ai membri della commissione consiliare 1, pochi giorni fa. Al momento, quindi, sia gli avvocati, sia la Procura della repubblica sia il Tribunale sono d’accordo: il padiglione Caripit sarebbe un’ottima soluzione per gli uffici giudiziari pistoiesi. In quella sede potrebbero riunirsi le due sedi del tribunale e della procura(parte in piazza del Duomo, parte nell’edificio di San Mercuriale, in via 27 Aprile) e gli uffici dei giudici di pace, attualmente in via del Villone.

D’accordo è anche il Comune, che sul padiglione Caripit aveva in realtà puntato per farne la nuova sede degli uffici comunali, radunando lì molte delle sedi sparse per tutta la città, compresa parte degli uffici ora ospitati da Palazzo di Giano. E non a caso la cessione a titolo gratuito del “Cassa di risparmio” era stato una delle principali novità richieste dalla giunta Bertinelli nella trattativa con la Regione. Ma se non si sposteranno all’ex Ceppo, gli uffici comunali potranno utilmente riunirsi a Palazzo pretorio (l’attuale sede del tribunale, in piazza del Duomo) o in San Mercuriale: per il Comune l’operazione sarà comunque in utile, perché consentirà di liberare edifici attualmente occupati.

Ma soprattutto, se l’operazione Palazzo di giustizia andasse in porto, sarebbe il Ministero ad accollarsi le spese di ristrutturazione del padiglione Caripit, e non il Comune. Magistrati e avvocati, dal canto loro, avrebbero a disposizione finalmente gli uffici giudiziari tutti nello stesso posto, in un quartiere (quello dell’ex Ceppo) che verrà ristrutturato, con molto verde e servito da vasti parcheggi. Infine, questione tornata d’attualità in questi giorni, un’unica sede è anche meglio tutelabile dal punto di vista della sicurezza di chi ci lavora dentro. Se gli accessi sono (relativamente) pochi, è possibile pensare ad una sorveglianza efficace durante tutto l’orario di apertura. Insomma, a Pistoia tutto è pronto: resta solo il Ministero della giustizia che deve pronunciarsi.

Proprio per sollecitarlo, il Comune – d’accordo con Asl e Regione – sta per indirizzare una lettera ufficiale agli uffici di via Arenula, per chiedere la manifestazione di un indirizzo. Palazzo di Giano, infatti, ha qualche premura: entro i primi mesi del 2016 con l’adozione del piano particolareggiato per il recupero del vecchio ospedale: sapere già allora se nel padiglione Caripit ci saranno gli uffici del Comune o quelli del Tribunale sarebbe senz’altro meglio.

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