Il Tirreno

Pistoia

Più di 50 negozi chiusi dall’inizio dell’anno

di Carlo Bardini

L’allarme della Confcommercio, che chiede un impegno maggiore alle istituzioni «Nessun segnale di ripresa in montagna, occorrono incentivi e agevolazioni»

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SAN MARCELLO. Cinquantasette attività commerciali chiuse nei cinque comuni della montagna pistoiese (San Marcello-Cutigliano-Abetone-Piteglio-Sambuca) nei primi nove mesi del 2015. Ed altre sono pronte ad aggiungersi da qui alla fine dell'anno. Per il momento il numero preciso non è dato saperlo ma l'esempio tangibile è quello di due bar-ristoranti a Cutigliano. Questo accade su un totale di 1.352 aziende attive nella stessa area. L'allarme lo lancia Confcommercio, che chiede alle istitutuzioni un forte impegno, magari attraverso incentivi e agevolazioni, perché è necessario salvaguardare i negozi di vicinato e promuovere il commercio locale per favorire la ripresa. Misure urgenti per sostenere la rete commerciale e per garantire la tutela e lo sviluppo delle imprese montane.

«Dopo la conferma di cessazione dell’attività entro fine anno di diverse aziende sulla montagna pistoiese - si legge in una nota dell’associazione di categoria - in particolare a Cutigliano, torniamo sulla situazione della imprese della montagna esprimendo preoccupazione per i perduranti segnali di una crisi che ancora oggi frena una reale ripresa».

Nonostante i dati nazionali tornino ad essere positivi in alcuni settori, la ripartenza è ancora lontana nelle zone montane, dove la forte tassazione e la mancanza di un vero e proprio progetto di tutela, di valorizzazione e di promozione della rete commerciale, gravano sempre di più sulle aziende e incidono sulla sofferenza del territorio. «Secondo Confcommercio - si legge ancora nel comunicato - occorre intervenire con incentivi e agevolazioni che non solo facilitino le nuove aperture, ma che al contempo siano un sostegno e un rilancio per le attività esistenti. Come più volte riportato nei documenti che l’associazione ha presentato in tutti i comuni della montagna, è necessario che le istituzioni si impegnino per incentivare il commercio, con particolare riferimento per i tradizionali negozi di vicinato che svolgono nell’area un ruolo di presidio sociale».

Confcommercio ribadisce quindi la propria disponibilità a individuare insieme alle amministrazioni locali le forme di incentivo più adatte al fine di garantire la tutela delle imprese favorire la tanto auspicata ripresa. Soltanto in questo modo si può scardinare una crisi che non è soltanto economica ma anche occupazionale e che sta arrecando grande sofferenza a tutto il territorio montano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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