Cremazioni, ricorso al Tar contro le tariffe dimezzate dal Comune
Pistoia, l’amministrazione aveva ridotto drasticamente i costi (da 604 a 272 euro) per i residenti La Socrem: “Tagli inaccettabili, servizio a rischio. E poi non ci hanno coinvolti”
PISTOIA. Prima il Comune ha dimezzato le tariffe per la cremazione riservate ai residenti a Pistoia senza chiedere il parere della Socrem, la società che da anni gestisce il servizio; poi non ha fornito alcuna spiegazione alla società stessa, che – preoccupata per il proprio futuro economico – aveva bussato agli uffici di sindaco, assessore e dirigente.
La spiega così, il presidente della Socrem Gianfranco Gargini, la decisione di presentare ricorso al Tar contro il bilancio preventivo 2015 e in particolare le nuove tariffe del settore cimiteriale. Un ricorso corredato dalla richiesta di sospensiva immediata dei provvedimenti. Ora la palla passa ai giudici amministrativi che, probabilmente già entro la fine del mese, dovranno prendere una decisione proprio sulla richiesta di sospensiva.
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Il taglio delle tariffe deciso dal Comune nel bilancio di previsione per incentivare la pratica della cremazione era stato in effetti molto forte. Per bruciare una salma, ad esempio, si passa da 604,6 euro a 272,07 per i residenti nel territorio del Comune. “Una riduzione di grande impatto – scrive il presidente della Socrem – arbitrariamente adottata senza alcun confronto con il gestore e senza alcuna verifica sulla sostenibilità economico-finanziaria dell’applicazione delle nuove tariffe”.
I dirigenti della Socrem si dicono sorpresi della decisione dell’amministrazione: “fino agli inizi di luglio si erano succedute varie riunioni con i responsabili del competente ufficio comunale, durante le quali non era mai stata manifestata l’intenzione di ritoccare le tariffe”. La Socrem ha chiesto allora un incontro urgente a sindaco, assessore e dirigente “i quali – si legge – non hanno fornito alcuna risposta (forse perché in difetto?)”.
La conclusione è che “quanto accaduto danneggia Socrem nella sostanza ed è inaccettabile nel metodo”. Nella sostanza, perché il taglio deciso dal Comune “non consente di continuare a gestire il servizio della cremazione in pareggio alle attuali condizioni e dunque non può che condurre a una diminuzione della qualità del servizio” spiega la nota della società.
Per questi motivi, e per una ragione formale di mancata consultazione e informazione, la Socrem ha deciso di firmare il ricorso al Tar. Nella sua lettera, il presidente conclude sottolineando che personalmente spera ancora “che possa esservi da subito un ripensamento da parte del Comune sulle decisioni arbitrariamente prese, soprattutto in considerazione della delicatezza del servizio svolto da Socrem e per la rilevanza che questo ha per lacittà».
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