Nove feste senza shopping il Comune si impegna
PISTOIA. Il Comune di Pistoia proporrà un codice di autoregolamentazione ai rappresentanti dei principali gruppi della grande distribuzione presenti sul territorio (Coop, Conad, Esselunga, Lidl,...
PISTOIA. Il Comune di Pistoia proporrà un codice di autoregolamentazione ai rappresentanti dei principali gruppi della grande distribuzione presenti sul territorio (Coop, Conad, Esselunga, Lidl, Dico e Panorama), per giungere ad una piattaforma di chiusure condivise per almeno 9 giorni di festività durante il 2016.
L’impegno arriva in seguito all’approvazione dell’ordine del giorno presentato dal consigliere Andrea Betti (Pistoia Spirito Libero), di cui il Tirreno aveva anticipato il contenuto sabato scorso. Il testo, ampiamente e trasversalmente condiviso dalle forze presenti in consiglio, è passato con 21 voti favorevoli, le astensioni di Patané (Pistoria 1117) e Franceschi (Pd), e nessun voto contrario. D’accordo anche il sindaco Samuele Bertinelli, che, nella precedente seduta di consiglio, quando la proposta è stata discussa, aveva parlato di “elemento da accogliere”, sottolineando le difficoltà che si presentano per coloro che devono lavorare 7 giorni su 7 e per i quali diventa "impossibile avere la percezione di una differenza tra vita privata e impegno lavorativo".
Il prossimo passo sarà quello dell’apertura di un confronto tra Comune e grande distribuzione organizzata al fine di convincere le grandi catene a sottoscrivere un accordo che porti ad almeno nove giornate di chiusura di supermercati e centri commerciali nel corso del prossimo anno.
Parole di apprezzamento per la proposta di Betti sono giunte dagli esponenti delle opposizioni durante le dichiarazioni voto. «È un tema – ha ricordato Alessandro Capecchi (Pistoia Domani) – che interroga le coscienze e le tasche di tutti noi. Per rincorrere la grande distribuzione si stanno trasformando anche le domeniche delle città, dove gli eventi finiscono per favorire alcune attività a discapito di altre che si trovano in strade a pochi metri di distanza».
«Parlando con i lavoratori dei centri commerciali – ha sottolineato Alessandro Sabella (Forza Italia) – si capisce che con le aperture costanti si va a ledere la vita familiare. Le festività sono sacre per tutti».
«Le aperture festive e domenicali – ha affermato Luca Rossi (Movimento 5 Stelle) - non aiutano il commercio. Non sono un vantaggio per gli esercenti e per le famiglie di chi lavora nei centri commerciali; famiglie per le quali diventa difficile anche gestire i figli. Il riposo settimanale è un diritto irrinunciabile».
«La logica – ha spiegato Andrea Betti, dopo l'approvazione – è quella di fare qualcosa di concreto, come avvenuto in altre città. Si tratta di una questione che riguarda la vita privata di molte persone».
Tommaso Artioli
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