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Pistoia

Gibus: dismettiamo Casalguidi per crescere

Gibus: dismettiamo Casalguidi per crescere

Nella lettera ai clienti l’azienda veneta parla di scelta strategica, non dettata dal “momento difficile”

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CASALGUIDI. Nessuna crisi aziendale per la società padovana di tende da sole Gibus, che lo scorso 19 ottobre ha annunciato la chiusura del sito pistoiese. La dismissione dello stabilimento di Casalguidi, prevista dalla ristrutturazione in atto, è legata a un piano industriale di sviluppo e non alle difficoltà dell’azienda. Lo spiega l’amministratore delegato Gianfranco Bellin nel comunicato inviato ai propri clienti il 30 ottobre, in cui viene annunciato che le funzioni commerciali e industriali saranno concentrate nei due stabilimenti di Padova, con la conseguente chiusura del sito di Pistoia.

Il comunicato diffuso dall’azienda dopo le tensioni registrate nei giorni scorsi a Casalguidi (i lavoratori hanno anche dato vita ad un presidio), diverge dalla comunicazione inviata appena una settimana prima a sindacati, Rsa e operai. In quest’ultima, i vertici aziendali sottolineavano invece quanto la riorganizzazione dell’attività (ovvero la dismissione del sito pistoiese) fosse necessaria alla sopravvivenza stessa della società, visto il “momento difficile” attraversato dall’azienda.

Il sacrificio di Pistoia diventa invece una dismissione ben ponderata nella comunicazione dell’ad alla clientela, tanto da essere diretta conseguenza di un piano industriale di sviluppo che mira a rendere Gibus più competitiva in Italia e all’estero. La società ha infatti deciso di investire in nuove tecnologie di lavorazione, nella realizzazione di un capannone a Saccolongo e nella velocizzazione delle fasi di produzione e consegna. Nella comunicazione del 30 ottobre, il numero uno della società padovana sottolinea inoltre di aver offerto ai lavoratori di Pistoia il mantenimento del posto di lavoro attraverso il trasferimento a Padova. Una prospettiva che per la maggior parte degli operai in forza a Casalguidi, equivale a un licenziamento, come hanno più volte ribadito gli stessi lavoratori in queste ultime settimane .

Intanto, tra un comunicato e l’altro, è in corso la trattativa sindacale, aperta giovedì scorso. Un tavolo strappato alla proprietà da Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil e dalle rsa, il 27 ottobre, dopo l’ incontro fiume con l’amministratore delegato Bellin, arrivato a Pistoia con una dozzina di operai padovani per ritirare circa 200mila euro di merce.

Beatrice Faragli

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