Il Tirreno

Pistoia

Si sente uomo ma all’anagrafe resta donna

Valentina Vettori
Luca Blandino (a sinistra) insieme alla giornalista di Striscia la notizia
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Luca Blandino (a sinistra) insieme alla giornalista di Striscia la notizia

Finisce su “Striscia la notizia” il contenzioso fra Serena, che chiede di chiamarsi Luca, e il Tribunale di Pistoia

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PISTOIA. Il progressivo passaggio dall’essere nata donna al voler diventare uomo a tutti gli effetti, sia dal punto di vista fisico sia da quello anagrafico. È la storia di Serena Blandino – giunta alla ribalta della cronaca dopo un servizio andato in onda su “Striscia la notizia” – che fin da giovanissima, cosciente di vivere in un corpo che non le apparteneva, ha intrapreso il percorso di trasformazione in uomo, facendosi chiamare Luca. Sottopostasi a terapie ormonali e operazioni – autorizzate da Tribunale di Pistoia – per l’asporto dell’utero e del seno, vive ancora oggi con documenti anagrafici della sua vecchia identità, Serena appunto, che però non rispecchiano il suo aspetto esteriore.

Il servizio di Canale 5 mette sotto accusa la decisione del Tribunale di Pistoia di aver negato il proseguo della trasformazione anagrafica di Serena in Luca Blandino, perché la persona non ha ancora concluso, dal punto di vista fisico, il passaggio da donna a uomo. Nelle motivazioni dei tre giudici – Sergio Garofalo, Carlo Carvisiglia e Fabrizio Amato, presidente del Tribunale di Pistoia – si legge: "non può affermarsi che la ricorrente presenti oggi caratteri fisici tipicamente maschili, mancando gli organi che conferiscano anche soltanto la mera apparenza del sesso opposto a quello risultante dall’atto di nascita. La domanda di rettificazione deve, quindi, essere respinta".

Nelle motivazioni viene comunque confermata l’autorizzazione al trattamento chirurgico ricostruttivo dei genitali maschili, così da poter procedere a una nuova richiesta di rettificazione dell’attribuzione di sesso maschile. Il punto del contendere pare ruotare intorno al fatto che finché Serena non concluderà i trattamenti chirurgici – sottoponendosi anche all’intervento di fallo plastica – non potrà procedere alla modifica anagrafica dei suoi dati.

Una sentenza che – secondo Massimo Lavaggi, psicologo e psicoterapeuta del consultorio transgenere di Torre del Lago – nega la possibilità a Serena Blandino di concludere il suo percorso di riassegnazione del sesso. Si aggiunge una sentenza della Corte di cassazione (datata 20 luglio 2015): stabilisce che per ottenere la rettificazione degli atti anagrafici non è obbligatorio l’intervento di adeguamento degli organi riproduttivi. Dunque, le persone transessuali non saranno più costrette a ricorrere a interventi chirurgici invasivi per ottenere la riassegnazione del sesso. In ogni caso, per il 19 gennaio 2016 il Tribunale di Pistoia ha già disposto una nuova udienza per procedere alla rivalutazione del caso di Serena Blandino.

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