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Un pericolo quel muro in mezzo all’alveo
La denuncia di Legambiente che torna a puntare il dito contro i lavori alla centrale lungo la Lima
CUTIGLIANO. «Un abuso edilizio nella centrale idroelettrica di Casotti, nel comune di Cutigliano, dove scorre il torrente Lima».
A lanciare nuovamente l’accusa è Legambiente Pistoia, che chiede chiarimenti su quel muro lungo la sponda del torrente – il presunto abuso edilizio – che avrebbe portato ad un ben visibile restringimento dell’alveo del fiume Lima, nel punto adiacente al ponte di Casotti.
Un restringimento che, formando una sorta di imbuto, in caso di piena per le forti precipitazioni, causerebbe l’innalzamento dell’acqua, aumentando così il pericolo di allagamenti nelle aree circostanti ed erosioni degli argini.
La storia del progetto di rifacimento della centrale idroelettrica sul Lima parte nel 2005, «quando la proprietaria, l’azienda Nuova Filatura Cutigliano, presenta un progetto per il rifacimento della vecchia centrale idroelettrica che si trova all’interno della filatura» spiega Legambiente per bocca di Antonio Sessa, presidente della sezione pistoiese.
Il progetto viene approvato nel 2006. I lavori alla centrale idroelettrica partono e vengono conclusi, ma secondo Legambiente, durante la ristrutturazione, è stato costruito un tratto di muro non previsto e pericoloso lungo la sponda del torrente.
«Durante il rifacimento è stato realizzando un tratto di muro di sponda di circa 4 metri lungo il torrente Lima che, diminuendo l’alveo del torrente – spiega Legambiente Pistoia – restringe in modo considerevole il deflusso dell’acqua, causando ripetuti innalzamenti ed erosioni. Si presume che il progetto realizzato sia difforme da quello presentato e approvato inizialmente».
Per questo, nel 2014 Legambiente e alcuni cittadini presentano un esposto per abuso edilizio al Corpo forestale dello Stato. La denuncia viene presentata al Comune di Cutigliano che quindi, sempre nel 2014, procede a un sopralluogo e avvia il procedimento per presunti illeciti edilizi. L’azienda proprietaria comunica poi all’amministrazione che avrebbe predisposto e poi presentato un’attestazione di conformità in sanatoria, correlata da tutti i pareri tecnici necessari. Adesso quindi l’azienda sarebbe in attesa dei pareri degli enti, da quello paesaggistico a quello idraulico.
Ma è soprattutto quest’ultimo aspetto, quello idraulico, sotto i riflettori.
«Hanno modificato la costruzione dentro l’alveo del torrente: se viene una piena è a rischio il ponte che collega le abitazioni, le aziende e il terreno a ridosso della Statale – spiega Legambiente – Opere di questo tipo sono pericolose e deleterie per il territorio, specialmente in montagna dove ci sono gli smottamenti. In un punto critico come quello, a rischio piene e inondazioni (come quella degli anni Ottanta che colpì fabbriche e portò via il campeggio proprio in quel punto, al ponte di Casotti) come mai è stato autorizzato un restringimento dell’alveo del fiume? Chiediamo sia fatta chiarezza. E se c’è stato un abuso edilizio sulla parte del muro, chiediamo che sia ripristinato com’era prima, perché in queste condizioni è pericoloso».
Eleonora Ferri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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