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«Pagare le tasse con il lavoro» ma il Pd non è d’accordo
QUARRATA. Bocciata dal Pd la mozione di Forza Italia sul “baratto amministrativo” da applicare alle 6.000 utenze, tra cittadini e aziende, raggiunte dai solleciti di pagamento inviati dal Comune per...
QUARRATA. Bocciata dal Pd la mozione di Forza Italia sul “baratto amministrativo” da applicare alle 6.000 utenze, tra cittadini e aziende, raggiunte dai solleciti di pagamento inviati dal Comune per recuperare un buco da quasi due milioni di euro sui saldi Tares 2013 e Tari 2014. Chi ha un debito con l’ente pubblico avrebbe potuto alleggerirlo attraverso dei lavori di utilità collettiva, come il taglio dell’erba, la pulizia delle aree verdi e la manutenzione del patrimonio comune. La proposta del capogruppo di centrodestra Ennio Canigiani, prevista dal decreto Sblocca Italia, è stata però respinta dalla maggioranza. «L’ impegno – ha sottolineato il sindaco Marco Mazzanti durante il consiglio comunale di lunedì scorso – è quello di valutare con la mia giunta e i miei uffici la possibilità di attuare il baratto sociale».
«Si tratta infatti di una previsione da approfondire. Noi – continua Mazzanti – siamo favorevoli al baratto ma solo a determinate condizioni che, oggi, non siamo in grado di quantificare. Se mettiamo persone a tagliare l’erba, chi paga per la loro assicurazione? I cittadini che saldano le tasse? E ancora: per un alleggerimento del 50% delle imposte evase, quanto deve spendere il Comune in attrezzatura, assicurazioni e controlli? Ho già dato mandato agli uffici di verificare l’applicabilità del baratto ma certamente non sulle 6.000 utenze che devono circa 2 milioni di euro al Comune. Si tratta di una misura preventiva, che deve precedere i mancati pagamenti».
«Con un’incredibile giravolta dialettica – commenta Canigiani – il Pd ha respinto la nostra proposta di impegnare l’amministrazione al varo di un regolamento comunale per consentire anche nel nostro Comune l’applicazione di quanto disciplinato dall’art.24 della legge 164/2014. Si tratta di un provvedimento fortemente voluto dallo stesso Pd del premier Matteo Renzi per andare incontro a quei cittadini che non potendo pagare le tasse, desiderano sdebitarsi offrendo una prestazione lavorativa. Siete per Equitalia, non per i cittadini – commenta in coda al consiglio Canigiani, rivolgendosi alla maggioranza di centrosinistra – a questo punto le persone in difficoltà hanno una sola scelta: quella di pagare, altrimenti arriverà Equitalia». Secondo Canigiani la mozione è stata bocciata semplicemente perché «abbiamo presentato la misura prima noi di loro».
Beatrice Faragli
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