Il presidio
Pistoia, economia a crescita zero
Provincia penultima in Toscana per la vivacità imprenditoriale. Giovani e stranieri però si stanno dando da fare
PISTOIA. Torna l’autunno e tornano i venti freddi della crisi economica a Pistoia. Nei giorni scorsi le pesanti difficoltà di alcune aziende vivaistiche hanno fatto emergere la richiesta di un tavolo dei crisi dedicato al settore verde; la drammatica vicenda della Gibus di Casalguidi, presidiata dai lavoratori che rischiano il posto, si è aggiunta subito dopo. E ora arrivano le cifre dell’anagrafe delle imprese della Camera di commercio: le ultime disponibili, quelle che si riferiscono ai primi sei mesi dell’anno, e che raccontano di una provincia ancora nel bel mezzo della crisi economica.
Sì, perché sottraendo le aziende che si sono cancellate da gennaio a giugno (1.180 in tutto) da quelle iscrittesi nello stesso periodo (1.183), si ottiene un misero +3: praticamente crescita zero. Il che piazza Pistoia al penultimo posto tra le province toscane, davanti solo a Siena e ben distanti sia dai “cugini” pratesi e dalle aziende fiorentine (tasso di crescita dello 0,5%), sia dalla media regionale, che pure non è esaltante (0,4%).
Come si può vedere dalla tabella, registrano emorragie di imprese sia l’agricoltura, sia il settore delle costruzioni che quello del commercio. Male anche l’industria nel suo complesso e male in particolare il cosiddetto “comparto moda”: dove perdono fette di tessuto produttivo sia le aziende tessili, sia quelle di abbigliamento, sia quelle che producono oggetti in pelle (scarpe, borse).
Gli unici dati positivi vengono dai servizi alle aziende e dalle imprese “non classificate”, che in larga parte sono imprese esistenti solo sulla carta, registrate ma non ancora attive.
Dal punto di vista territoriale, l’area di Pistoia capoluogo (anche per il suo peso specifico relativo) è perfettamente allineata con l’andamento complessivo a crescita zero. La Valdinievole va leggermente peggio, la Montagna leggermente meglio.
La nota dell’ufficio studi e statistica della Cameradi commercio offre poi alcuni approfondimenti interessanti. Emerge così che l’imprenditoria rosa si dibatte grosso modo nelle stesse difficoltà delle imprese in generale, visto che il tasso di crescita delle aziende a guida femminile è di nuovo zero (327 nuove iscrizioni e 324 cessazioni). Un po’ di benzina nel motore dell’economia pistoiese ce la mettono invece i giovani e gli stranieri. I primi fanno segnare 352 nuove iscrizioni e 175 cancellazioni: il 9,3% del totale delle imprese è a guida giovanile. Andamento simile per gli imprenditori stranieri, che nei primi sei mesi del 2015 hanno chiuso 164 aziende ma ne hanno aperte 240 e ora sono il 10,4% del totale.
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