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Una piazza di Pistoia per Giuseppe Camposampiero

Una piazza di Pistoia per Giuseppe Camposampiero

Giovane professore del liceo classico, fu tra le 140 vittime del bombardamento aereo sulla città del 24 ottobre 1943

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PISTOIA. Da sabato 24 ottobre piazzetta degli Umiliati in San Vitale si chiama Giuseppe Camposampiero. La piazzetta è stata infatti intitolata al giovane professore del liceo classico Forteguerri, una delle 140 vittime causate dal primo bombardamento aereo alleato su Pistoia avvenuto nella notte del 24 ottobre 1943. Per ricordare e rendere omaggio a quanti morirono sotto le macerie in quel tragico avvenimento, sabato il sindaco Samuele Bertinelli, insieme al vice prefetto di Pistoia Roberto Caiati, al presidente dell’associazione nazionale vittime civili di guerra - sezione di Pistoia - Luigi Masi, al presidente onorario dell’Ente Camposampiero Tebro Sottili, ha deposto una corona di alloro sotto le due lapidi che le ricordano. All'iniziativa hanno partecipato anche le associazioni combattentistiche.

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Giuseppe Camposampiero fu ucciso dal crollo del palazzo dove abitava, perché invece di uscire di corsa per strada ai primi allarmi, volle aiutare l’anziana signora che gli aveva affittato la camera. Non ancora trentenne, fedele alla sua gentilezza e ai valori ai quali aveva dedicato la sua giovane vita e i suoi studi – non si sottrasse al dovere di aiutare il suo prossimo. L'opera di cura nei confronti degli ultimi di Giuseppe Camposampiero ha profonde radici nella città da aver portato alla nascita di un Ente ancora molto attivo, a lui dedicato.

Al termine della cerimonia, i partecipanti si sono recati a Villa Pucini di Scornio per la deposizione di una corona di alloro sotto la lapide che ricorda i civili uccisi dal fuoco tedesco i primi di settembre del 1944. Si tratta di Angiolino Masotti , Irma Masotti , Romano Masotti, Teresa Trallori, Mario Petreschi, Andreina Capecchi, Ulderigo Baldacci e Clara Bonagrazia Martellucci.

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Un colpo di obice partito dalla montagna colpì una camera dell’ospizio uccidendo i civili. In particolare, Irma Masotti era una ragazza ricoverata al Villone, Angiolo era suo padre, Romano il fratello e Mario Petreschi e Teresa Trallori, due amici, tutti in quel momento stretti intorno alla giovane malata.

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