Italia
Laghi Primavera e Gello, il Ministero dell'ambiente stoppa il progetto
Concluso l'esame dopo quasi un anno, la decisione: gravi carenze, indispensabile la valutazione di impatto ambientale
PISTOIA. "Significative carenze relative sia agli aspetti progettuali che ambientali". Con questi termini la commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale del Ministero dell'ambiente bolla il progetto del Comune di Pistoia per le casse di espansione ai Laghi Primavera e per il nuovo bacino di Gello. Quasi un anno di tempo (la richiesta era stata inviata a Roma nel novembre 2014) per la decisione del Ministero dell'ambiente: quel progetto deve essere sottoposto a Via, il complesso procedimento di valutazione di impatto ambientale. Il che significa un allungamento considerevole dei tempi previsti e la necessità di rimettere mano in modo massiccio alle carte di un doppio progetto che il Comune di Pistoia ha sempre giudicato molto importante: le casse di espansione per frenare le inondazioni dell'Ombrone, il bacino di Gello per offrire alla città una riserva strategica di acqua potabile.
Dopo la decisione resa pubblica mercoledì 21 ottobre, sarà ben difficile che nell'arco del 2016 i lavori possano essere avviati, sempre ammesso che l'intervento passi al vaglio della valutazione di impatto ambientale.
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I motivi dello stop al progetto sono riassunti in un documento di 22 pagine della commissione tecnica. Che elenca problemi e carenze conoscitive sia sotto il profilo idraulico, sia sotto quello della gestione e movimentazione di terre e rocce necessarie ai due interventi. In particolare, per quanto riguarda i Laghi Primavera, la commissione segnala che sarebbe necessario "uno studio idrogeologico di dettaglio che... evidenzi il comportamento futuro della falda al fine di escludere, in modo categorico, la possibilità che si verifichino fenomeni di dissesto e/o allagamento degli edifici presenti nell'area circostante". Insomma, si riprendono i timori per i contraccolpi della cassa di espansione manifestatati da molte delle osservazioni inviate alla fine di dicembre al Ministero dell'ambiente da cittadini e associazioni di Pistoia, timori che facevano riferimento al rischio che il deposito di acqua nelle casse finisse con il far innalzare il livello della falda, provocando allagamenti a raffica negli scantinati di Pistoia Ovest.
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Più in generale, la commissione "rileva una carenza di elementi conoscitivi, con particolare riferimento alla contaminazione dei terreni, alle modalità di gestione dei materiali di scavo, alla gestione della fase di costruzione, al possibile innalzamento dei livelli di falda, agli aspetti idraulici, alla tutela delle acque sotterranee che non consentono di esprimere, al momento, un parere adeguatamente formato circa la possibilità che l'intervento in esame determini impatti negativi e significativi sull'ambiente".
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Di qui il parere negativo espresso dalla commissione, ripreso poi dalla direzione generale del Ministero dell'ambiente, che ha deciso l'assoggettamento dell'intero progetto alla valutazione di impatto ambientale.
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