Il presidio
All’estero si vendono sempre meno piante
PISTOIA. Vanno cercate soprattutto sui mercati esteri le radici delle pesanti difficoltà del distretto vivaistico pistoiese. L’indicazione, netta, viene dall’ultima edizione del Monitor dei distretti,...
PISTOIA. Vanno cercate soprattutto sui mercati esteri le radici delle pesanti difficoltà del distretto vivaistico pistoiese. L’indicazione, netta, viene dall’ultima edizione del Monitor dei distretti, la pubblicazione periodica che l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo (la banca che controlla Carifirenze e, attraverso di essa, la Caripit) produce periodicamente.
L’uscita settembrina del Monitor ha riservato notizie abbastanza negative per Pistoia. Se infatti complessivamente i 18 distretti toscani presi in esame hanno fatto registrare una crescita del 7,1% delle vendite all’estero, le aziende vivaistiche pistoiesi nel loro complesso sono rimaste sostanzialmente ferme, ottenendo alla fine del trimestre un misero -0,7%. Un dato tanto più negativo in quanto anche il primo trimestre dell’anno si era chiuso male, con un -1,3%, quindi si tratta di due segni meno di seguito.
In cifra assoluta, le vendite all’estero del vivaismo pistoiese sono state pari a 54,7 milioni di euro nel trimestre marzo-giugno 2015, in calo quindi rispetto ai 55,1 milioni fatti segnare nei primi tre mesi dell’anno.“Lievemente negativo – nota il Monitor – anche l’andamento del Florovivaistico di Pistoia, che risente dei pesanti cali subiti in particolare in Germania (secondo mercato di sbocco) e in Svizzera”.
A parziale consolazione dei vivaisti, c’è il dato, di molto peggiore, che riguarda l’altro distretto targato Pistoia: il mobile quarratino, infatti, viene accreditato di un -6,1% nell’export del secondo trimestre dell’anno.
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