Meteo
Gibus verso la chiusura del sito pistoiese
L’azienda: addio allo stabilimento di Casalguidi entro fine anno. Probabile proposta di trasferimento per i lavoratori
CASALGUIDI. La Gibus Spa di Padova annuncia la chiusura del sito pistoiese, a Casalguidi, in cui lavorano quasi quaranta persone. L’azienda di tende da sole e pergole, ha intenzione di cessare la produzione con il prossimo 31 dicembre, come formalizzato ieri ai sindacati dall’amministratore delegato Gianfranco Bellin.
«Un annuncio forzato per destabilizzare i lavoratori e terrorizzarli» chiosa Marco Ballati, Fillea Cgil. «Una scelta aziendale che non può essere condivisa – commenta Daniele Vaccaro, Filca Cisl - Il sito pistoiese è strategico. I presupposti per investire e salvare la sede di Casalguidi ci sono, manca il coraggio da parte della società». La Gibus spa, nata nel 2012 dal matrimonio di quattro aziende artigianali – Progettotenda di Padova, Verelux di Reggio Emilia, Mocellini di Cuneo e la Viropa di Santonuovo (traferita poi a Casalguidi) guidata da Virgilio Pagnini – è una realtà leader nella produzione di tende da sole.
«Nel fatturato 2015, la Gibus sta raggiungendo i risultati del 2012. E’ quindi in crescita rispetto al 2014– spiegano i sindacalisti – Ci dicono che il problema non sia sul fatturato ma sul ricavo. In sostanza hanno troppi costi». La strategia dunque, è quella di ridurli tagliando Pistoia, «dopo aver già fatto la stessa manovra con il sito di Cuneo». E di concentrare tutta la produzione sulle sedi di Padova (Saccolongo e Veggiano). Da quattro siti, a due, distanti una manciata di chilometri.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.12294826:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/la-protesta-degli-operai-alla-gibus/40258/41243]]
«Vanno in giro per le varie sedi produttive a fare shopping» taglia corto Ballati. A dicembre aveva parlato di «rami secchi da tagliare» il consulente della Gibus, Attilio Miotto, mentre fuori dai cancelli era in corso il presidio di protesta dei dipendenti dopo l’annuncio di 9 licenziamenti da parte di Pagnini. Ma alla fine del 2014 si arrivò all’accordo sindacale: la mobilità volontaria con incentivo all’esodo prese il posto degli esuberi. Oggi non si parla ufficialmente di perdita occupazionale. «Hanno annunciato la cessazione della produzione per il sito pistoiese proponendo – spiega Vaccaro – il trasferimento di molti dipendenti a Padova. Aspettiamo che l’azienda apra la procedura di mobilità, non ancora avviata. Noi chiediamo il mantenimento del sito produttivo pistoiese». Oggi è fissata l’assemblea tra i lavoratori e i sindacati. «L’annuncio di chiusura – commenta Ballati - è una forzatura per creare un clima di tensione tra i dipendenti. Parliamo di un’ azienda che vuol fare un’operazione di riposizionamento puntando a un target medio-alto, che dice di avere problemi di redditività, non certo di fatturato, e che non ha mai utilizzato gli ammortizzatori sociali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
