Il Tirreno

Pistoia

La rivincita della castagna sulla piaga del cinipede

Boccata d’ossigeno per le aziende della Montagna pistoiese: dopo aver quasi rasentato lo zero la produzione è tornata ai livelli precedenti l’arrivo del parassita

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SAN MARCELLO. La sola Cooperativa “Val d’Orsigna” ha raccolto quest’anno 120 quintali di castagne ed oggi darà il via alla fase di seccatura mettendo in funzione i suoi quattro metati. In attesa di ricevere le castagne che arriveranno dalle frazioni limitrofe, i cui metati non sono più in funzione. È questo un simbolo della rivincita della castagna della Montagna pistoiese sul cinipiede, come ha sottolineato la stessa Coldiretti Pistoia.

Una produzione di castagne come non si vedeva infatti da tempo, cioè da quando il cinipide fece la sua prima devastante comparsa 4-5 anni fa. Belle, tante e saporite. «Siamo molto soddisfatti – spiega Carlo Fagnoni, presidente della cooperativa orsignana – la raccolta è più che positiva. Soltanto la nostra cooperativa ha raccolto circa 120 quintali di castagne. In settimana faremo una riunione con i castanicoltori per capire meglio la situazione».

Poi conclude: «Il nostro motivo d'orgoglio sono anche le numerose visite di scolaresche che vengono a capire il processo della lavorazione della castagna. Ne abbiamo già cinque di gruppi, grazie anche al canale dell'Ecomuseo».

In questi giorni, quindi, è tempo di riaccendere i metati e riappropriarsi anche di una cultura tipica della montagna pistoiese. «È quasi scomparso il cinipide, che negli ultimi anni ha praticamente azzerato la nostra produzione – spiega la Coldiretti Pistoia – Una manna per il sostentamento delle aziende agricole montane, che dà speranza. Siamo sicuri che i consumatori apprezzeranno il ritorno della qualità della castagna montanina: nelle sagre autunnali, nei mercati Campagna Amica di Pieve a Nievole, Pescia, Cantagrillo, Quarrata e Pistoia. O gustando le molteplici pietanze a base di castagne a casa o nei ristoranti».

Negli ultimi 4-5 anni la produzione di castagne si era ridotta fino a quasi azzerarsi. «Se l'anno scorso la produzione di castagne ha rasentato lo zero, quest'autunno c'è stata una repentina inversione di tendenza e, se non ci fosse stato il gran caldo estivo, avremmo avuto una produzione ai livelli di 15-20 anni fa» spiega Cesare Lorenzi, storico produttore di Marliana.

«Un'ottima annata, anche se sugli alberi ci sono rami molto carichi e altri completamente seccati in questi anni di crisi – aggiunge Fabio Bizzarri, produttore agricolo di Cireglio».

«Sono castagne belle e non bacate» fa eco Sonia Vellutini, di San Marcello.

Ma non per tutti è così, ci sono zone dove la produzione ancora langue, come lamenta un produttore di Torri di Popiglio. La ridotta produzione locale aveva provocato lo scorso anno una massiccia importazione di prodotti dall’estero. L’aumento del prodotto, in tutta la Toscana, contribuirà ad rallentare le importazioni anche se Coldiretti invita i consumatori a prestare attenzione alla qualità.

Carlo Bardini

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