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«Corsi d’acqua in abbandono»
Dure critiche al Consorzio nel processo per l’alluvione del 2009
PISTOIA. Il problema della manutenzione dei corsi d’acqua non è certo di oggi. Lo ha dimostrato, se ce ne fosse stato bisogno, l’udienza di ieri mattina al processo c ontro l’allora presidente del Consorzio Ombrone Paolo Bargellini, accusato di disastro colposo per il cedimento dell’argine dell’Ombrone nella cosiddetta “alluvione di Natale” del dicembre 2009. Quel cedimento mandò sott’acqua decine di abitazioni ed attività commerciali, tra Ferruccia, Barba, Vignole e Bottegone. Sono parti civili nel processo 24 cittadini della zona, che subirono danni dagli allagamenti. Secondo la procura, responsabile di quegli eventi è da ritenersi Paolo Bargellini, perché il Consorzio da lui diretto non svolse i necessari interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
A deporre, ieri, davanti al giudice monocratico Luca Gaspari, uno dei principali testi dell’accusa, l’ingegner Delfo Valori, all’epoca dirigente del servizio difesa del suolo della Provincia.
Sollecitato dalle domande del pm, Valori ha ricordato di aver espresso parere sfavorevole al bilancio preventivo 2009 del Consorzio proprio perché le attività di ordinaria manutenzione erano ridotte al semplice taglio dell’erba, in questo modo non rispettando i compiti che la legge gli imponeva, cioè una vera opera di manutenzione. E difatti Valori ha confermato che «il reticolo idraulico era in totale stato di abbandono». Per il tecnico il Consorzio spendeva troppo poco in manutenzione e troppo in spese generali, come quelle per il personale, il funzionamento degli uffici ecc..Valori chiese l’intervento dell’ufficio legale della Provincia, si costituì anche una commissione per esaminare la questione, ma alla fine il bilancio fu varato, anche se con una serie di raccomandazioni al Consorzio.
Incalzato dalle domande dell’avvocato difensore di Bargellini, Andrea Niccolai, il tecnico ha poi spiegato che, per quanto riguarda la straordinaria manutenzione, la competenza progettuale era del Consorzio, ma i piani venivano stesi di comune accordo tra Provincia, Comuni e Consorzio stesso.
Fabio Calamati
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