Il Tirreno

Pistoia

«Mi hanno minacciato di morte» Trasferito nella sezione protetta

«Mi hanno minacciato di morte» Trasferito nella sezione protetta

Ancora in stato confusionale l’autista di Lamporecchio in carcere dopo le coltellate inferte alla ex Oggi l’interrogatorio di garanzia da parte del gip, mentre migliorano le condizioni della ragazza

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PISTOIA. Ha detto di essere stato minacciato di morte, di temere per la propria incolumità. Per questo, anche se è alta la probabilità che si tratti fantasie dettate dallo stato confusionale dal quale ancora non sembra in grado di uscire, è stato trasferito in una sezione protetta del carcere di Prato Emanuele Nelli, il trentaquattrenne che venerdì sera ha ferito con trenta coltellate la sua ex compagna.

Mentre le condizioni cliniche della giovane donna, ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Jacopo di Pistoia, sono in costante miglioramento, Nelli sarà sottoposto questa mattina all’interrogatorio di garanzia da parte del giudice delle indagini preliminari Alessandro Buzzegoli, chiamato a convalidare l’arresto e a concedere o meno la misura della custodia cautelare in carcere chiesta dal pm titolare delle indagini, il sostituto procuratore Claudio Curreli. È stato proprio in vista dell’interrogatorio che nella tarda mattinata di ieri l’avvocato Fausto Malucchi (difensore di fiducia assieme alla collega Elena Baldi) ha incontrato per un colloquio l’ex autista di Lamporecchio.

«È ancora sconvolto – spiega l’avvocato – in uno stato confusionale ancora più profondo di quando l’avevo lasciato. Peggiorato dal punto di vista della concentrazione e della capacità cognitiva. Mi ha parlato della sua condizione in carcere, delle minacce che dice di aver ricevuto. Pare non in grado di distinguere la realtà dalle sue fantasie, probabilmente si tratta di timori infondati, ma la direzione del carcere ha preferito spostarlo nella sezione protetta».

Il colloquio, anche per questo suo stato confusionale, non è entrato nel merito della strategia difensiva. «Anche perché ciò che è accaduto è sotto gli occhi di tutti. Adesso si tratta di inquadrare giuridicamente questa verità oggettiva . Per il momento il nostro assistito non ci ha detto molto sull’episodio in sé. Ha detto molto del prima, del suo rapporto con la ex, e del dopo: secondo lui ha lasciato la donna e la mamma di lei che stavano entrambe bene, salutandole tranquillamente...È consapevole di aver disatteso le prescrizioni del tribunale, ma per il resto...».

Ricoverato in psichiatria ad Empoli per dieci giorni fino a un paio di settimane fa, Emanuele Nelli era in cura da uno psichiatra di Monsummano, che gli aveva prescritto dei farmaci. Farmaci che, a detta dei genitori, aveva smesso di assumere un paio di giorni prima dell’aggressione.

Come accennato, la ex compagna si trova tutt’ora ricoverata in prognosi riservata in ospedale, ma le sue condizioni sono migliorate, come ha fatto sapere il primario di terapia intensiva Leandro Barontin: sono incorso ulteriori accertamenti diagnostici al termine dei quali i sanitari confidano nell’eventuale dimissione dalla terapia intensiva e nel ricovero in un altro reparto ospedaliero. (m.d.)

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