Italia
L’aveva già picchiata in strada 4 mesi fa
La donna, ricoverata in ospedale, ancora sotto choc: «Lui dov’è? Ho paura». Oggi per l’ex compagno la convalida dell’arresto
PISTOIA. «Lui dov’é? Ho paura». La ragazza ha le braccia fasciate, il volto tumefatto. Apre gli occhi alla vista della madre e del suo avvocato: «Lui dov’é?». Sono le prime parole che pronuncia. Un amore diventato paura, il compagno che si è trasformato in nemico. Dal suo letto d’ospedale, la venticinquenne assalita venerdì sera dal suo ex e colpita con trenta coltellate, vuole assicurazioni che l’uomo sia in carcere. Il suo avvocato, Alberto Russo, glielo conferma. Ha parole di conforto sia per lei che per la madre, anche se la convalida del fermo di polizia giudiziaria per tentato omicidio richiesta dal sostituto procuratore Curreli sarà sottoposta stamani al vaglio del gip.
A giugno lei se n’era andata di casa. Lui aveva reagito male: telefonate, pedinamenti, fino a un litigio in strada seguito da percosse e dal furto del cellulare. E lei aveva sporto denuncia, ottenendo il divieto di avvicinamento a meno di 300 metri dai luoghi frequentati. Una misura che Emanuele Nelli, 34 anni, di Lamporecchio, non ha rispettato ancora prima dell’aggressione di venerdì.
Da sabato pomeriggio è rinchiuso nel carcere pratese della Dogaia. Dopo le coltellate all’ex compagna e una notte all’addiaccio nei boschi intorno Prunetta, sabato mattina si è fatto dare un passaggio da un corriere di giornali e ha chiamato i genitori. I carabinieri avevano già fatto terra bruciata: impossibile per lui cercare rifugio da parenti o amici. «Costituisciti», gli hanno detto, e alle 10 di sabato si è presentato con gli avvocati Fausto Malucchi ed Elena Baldi alla caserma dei carabinieri di viale Italia.
Venerdì sera, intorno alle 20, Nelli aveva atteso e speronato con una Yaris comprata da alcuni giorni (usata e targata Arezzo) l’auto con a bordo l’ex convivente (da cui ha avuto un figlio), che era uscita di casa per andare a cena con delle amiche. L’ha bloccata, ha rotto il finestrino e l’ha colpita con un coltello da cucina.
In quel momento è passato un ragazzo in scooter che stava rientrando a casa. Si è fermato, accorgendosi che Nelli aveva un coltello in mano, e l’ha affrontato. Gli ha tirato un pugno, ma non è bastato. Nelli l’ha minacciato con l’arma e lui è corso dal padre in cerca di aiuto.
Appena visto l’ex compagno, la ragazza aveva fatto in tempo a chiamare la nonna, che aveva a sua volta avvisato la madre. La donna è arrivata sul posto mentre la coppia stava lottando nei rovi. Lui aveva perso il coltello, lei era coperta di sangue: «Basta, non me l’ammazzare» ha gridato la madre. «Voglio che moriamo insieme», avrebbe risposto, nel suo delirio, l’aggressore. Ma la ragazza ha capito cosa doveva fare: lo ha rassicurato, gli ha detto che sarebbe tornata insieme a lui, e l’ira si è placata. Lui ha aiutato la madre a issarla sulla strada, ha baciato la suocera chiedendole perdono ed è scappato. «Mia figlia era coperta di sangue, mi scivolava di mano», ha raccontato all’avvocato Russo. Nelli ha picchiato più volte l’auto nella fuga - spiega il suo avvocato, Fausto Malucchi - era in stato confusionale. Alla fine la Yaris si è fermata, e lui si è inoltrato nel boschi. E’ pieno di escoriazioni e graffi da rovi». Un uomo confuso, in grado di ricucire solo a strappi l’intera vicenda.
L’avvocato Russo invece insiste. Per lui Emanuele Nelli «è assolutamente capace di intendere e di volere. Ha preso un coltello da cucina lungo 30 centimetri, ha lasciato il cellulare a casa per non essere rintracciato, ha preso un’auto a noleggio per non essere riconosciuto».
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