Il presidio
Rapinarono in casa padre e figlia: chiesto il processo
Pistoia, quattro romeni davanti al gup. Ma la perizia esclude il nesso causale tra lo spavento patito e la morte dell’anziano due mesi dopo
PISTOIA. Caschi integrali in testa, avevano sfondato la porta dell'appartamento a calci e, una volta dentro, avevano minacciato l'anziano padre e la figlia con un coltello, intimando loro, in un italiano stentato, di tirare fuori i soldi. Erano stati attimi di terrore quelli vissuti nella tarda serata di quel 16 febbraio 2015 in un appartamento di via Frosini, a Pistoia, a due passi dalla stazione ferroviaria. Già malato di cuore, Silvio Gelli, 93 anni, provetto ebanista conosciuto in tutta la città, era morto un paio di mesi dopo, per l'aggravarsi delle sue condizioni.
Mentre la perizia medico-legale disposta dalla procura e conclusa nei giorni scorsi ha escluso qualsiasi rapporto di causalità tra lo stress subito per la rapina e il decesso dell’anziano artigiano, il pm ha chiesto il rinvio a giudizio dei quattro componenti della banda, tutti romeni. Compariranno davanti al gup il prossimo 27 novembre, per l’udienza preliminare.
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L’ultimo dei quattro ad essere arrestato fu nel maggio scorso Mures Brateanu, 31 anni, ritenuto il basista e mandante dei tre connazionali. Fu bloccato mentre si preparava a lasciare l'Italia, alla volta del suo paese, colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla gip di Pistoia Patrizia Martucci su richiesta del pm titolare delle indagini, Claudio Curreli. L’uomo fu rintracciato dagli investigatori della Mobile di Pistoia e dalla Polfer a Firenze, mentre stava salendo su un autobus diretto in Romania.
Già le indagini della Squadra mobile avevano portato nel giro di pochi giorni al fermo degli altri tre cittadini romeni, Maricel Cretu, 39 anni, Adrian Mihai, 34, e Robert Bratianu, 25, tutti senza fissa dimora ma da anni a Pistoia. Secondo gli investigatori, Mures Brateanu sarebbe stato il mandante materiale della rapina, dal momento che conosceva dove si trovava l'abitazione in cui l'anziano ebanista viveva con la figlia di 56 anni nonché le loro abitudini. Silvio Gelli era morto un paio di mesi dopo la rapina. E proprio per questo era stata affidata una perizia per capire se vi fosse una relazione tra l'aggressione e il decesso. Ipotesi esclusa nei giorni scorsi dal medico legale. (m.d.)
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