Italia
Stazione, ascensori guasti da settimane
Dopo l’odissea della bambina disabile che non è stata aiutata dagli addetti, Rfi corre ai ripari e intanto ripara gli impianti
PISTOIA. «Io mi sono divertita lo stesso», dice Cate. Ha forza e ironia a sufficienza da non farsi demoralizzare per la sua esperienza in treno di lunedì pomeriggio. Fatta di parcheggi per disabili occupati, di biglietterie chiuse, numeri a cui non risponde nessuno e ascensori in stazione guasti. Una carrellata di situazioni che sembrano voler dare ragione a chi dipinge l’Italia come il Paese dei disservizi. Un Paese ancora molto lontano dal potersi definire “per tutti”.
Dal canto suo Rete ferroviaria italiana risponde che le responsabilità non sono tutte sue. È buona norma, ricorda, prenotare il servizio della Sala blu riservato ai portatori di handicap (disponibile anche a Pistoia) almeno con 12 ore di anticipo, in modo da organizzare il viaggio al meglio.
«E se ti viene voglia di uscire all’improvviso, come succede a qualsiasi persona?», chiede Anna Maria, mamma di Caterina, studentessa di 12 anni, costretta in carrozzina dalla disabilità. Anna Maria, il marito Silvio e i due figli vivono a Massa e Cozzile. Lunedì la bambina le ha chiesto di raggiungere Pistoia in treno. D’altra parte vorrebbe andare a scuola alle superiori in treno, come il fratello maggiore, e i genitori vogliono che impari a diventare il più autonoma possibile. A fine serata, Cate scrive: «Ho imparato molte parole oggi: negligenza, ignoranza, menefreghismo, incapacità, inciviltà». Ma lei, in barba a tutti e tutto, si «è divertita lo stesso». Il suo racconto, inviato ai giornali e postato su Facebook, è stato condiviso da molti, e commentato da ancora più persone. Cate ha fatto riflettere e forse ha smosso le acque: «Non sono stato contattato da Rfi - dice il babbo, Silvio - ma ho saputo che oggi (ieri, ndr)stavano aggiustando gli ascensori».
Il pomeriggio di Cate e Anna Maria era partito dalla stazione di Montecatini centro: «Perché - scrive la bambina - c’è un solo binario e non corro il rischio di non riuscire a montare se il treno arriva sul secondo binario, come accade all’altra stazione».
Primo ostacolo: il parcheggio per disabili era occupato abusivamente. Pazienza, mamma Anna Maria ha parcheggiato un po’ più lontano. Ma all’interno della stazione la seconda sorpresa: la biglietteria era chiusa (ormai da diverse settimane, ndr) e con quella automatica non sono riuscite a fare il biglietto con la Carta blu: «Quindi abbiamo pagato il biglietto intero per tutte e due». Passo successivo: richiedere l’assistenza del personale di Rfi per consentire alla bambina di salire sul treno. Ci sono due numeri preposti: il numero verde gratuito 800 90 60 60 (raggiungibile da telefono fisso), e il numero unico nazionale 199 30 30 60 (raggiungibile da telefono mobile e fisso). Anna Maria poteva chiamare solo il numero unico, lo ha fatto, ma dopo una lunga attesa si è arresa all’evidenza che nessuno avrebbe risposto. «E quindi - riprende Cate - siamo salite da sole sul treno, che fortunatamente è arrivato a Pistoia sul binario 1. La mamma si è informata per il treno di ritorno: quello delle 16 1 6 passava dal binario 5, ma abbiamo scoperto che gli ascensori erano fuori uso. Dalla biglietteria ci hanno mandato all’ufficio movimentazione. L’impiegato ci ha risposto che non poteva fare nulla. Ha consigliato di attraversare i binari con la carrozzina e di scavalcarli, stando attente al passaggio dei treni». Dopo il giro in città mamma e figlia sono tornate alla stazione: «Una gentilissima addetta alle pulizie ha aiutato la mamma a portarmi con la seggiolina giù dalle scale e poi fino al binario 5. Non sapevamo se la pedana dei disabili sul treno era in testa o in coda e abbiamo sbagliato, però la mamma è riuscita a farmi salire sul treno». E a questo punto è arrivato il capotreno: «Ci ha detto... “Non avete fatto la richiesta all’199!”».
Cate si è «divertita lo stesso», ma la sua storia non è passata sotto traccia, e ieri pomeriggio, dopo un guasto di alcune settimane, i tecnici erano al lavoro per aggiustare intanto gli ascensori della stazione di Pistoia.
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