Il presidio
Il panico allontana i clienti ma non c’è più alcun rischio
QUARRATA. «Il meningococco non vive che per pochi minuti al di fuori dell’organismo». Non c’è dunque più alcun pericolo di contagio all’interno del ristorante Il Cavallino Rosso di Valenzatico, a...
QUARRATA. «Il meningococco non vive che per pochi minuti al di fuori dell’organismo». Non c’è dunque più alcun pericolo di contagio all’interno del ristorante Il Cavallino Rosso di Valenzatico, a Quarrata, in cui il 26 settembre scorso ha cenato Maria Chiara Pittalis, la donna di 44 anni uccisa dalla meningite nella notte tra sabato e domenica. Alla tragedia si aggiunge una situazione di panico diffusa tra la gente. È la stessa Asl a chiarire, come già fatto ieri, che la malattia si trasmette solo attraverso “contatti stretti”, ovvero attraverso lo scambio di secrezioni respiratorie, ad esempio un colpo di tosse. L’azienda chiarisce anche che il meningococco vive pochi minuti al di fuori dell’organismo. «Non si tratta di un problema ambientale» ribadiscono dall’Asl.
La grande famiglia del Cavallino Rosso non può che pensare alla tragedia di una donna che non c’è più. Nei giorni successivi al dramma però, inutile nasconderlo, si è diffuso una sorta di panico da contagio che ha allontanato moltissimi clienti dal locale. Una paura ingiustificata. Dall’azienda, com’è dovere fare in questi casi, domenica hanno diffuso la raccomandazione di effettuare la profilassi contro il meningococco C per le persone che hanno cenato nel ristorante quarratino sabato 26 settembre.
Gli stessi titolari e i dipendenti del locale hanno appreso il fatto solo domenica pomeriggio, dalle notizie circolate su facebook. L’Asl, cioè, non ha contattato direttamente il personale del Cavallino, che ha scoperto della tragica notizia dai social network, quando ormai erano le 16 di domenica. A quel punto dal ristorante hanno telefonato all’Asl di Prato. Solo in un secondo momento sono stati ricontattati dall'azienda sanitaria di Pistoia, che adesso però precisa di aver rispettato pienamente le procedure. «Il richiamo diretto – informano – è solo per le persone che hanno avuto contatti stretti con la vittima. Per tutti gli altri, compreso il personale del ristorante in questione, è stata diffusa una raccomandazione».
Beatrice Faragli
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