Italia
Da 28 anni sono in attesa di allacciare l’acqua
PISTOIA. Una storia che va avanti dal 1987 e ancora non trova risposte ufficiali. È quanto raccontano le famiglie di via del Nespolo – 580 metri di strada, a circa due chilometri dal centro di...
PISTOIA. Una storia che va avanti dal 1987 e ancora non trova risposte ufficiali. È quanto raccontano le famiglie di via del Nespolo – 580 metri di strada, a circa due chilometri dal centro di Pistoia – che vivono da sempre senza l’allacciamento all’acquedotto comunale. Una realtà – certamente comune a molte altre zone, soprattutto di montagna – che però comincia a pesare molto per la trentina di famiglie coinvolte, costrette a bere e spesso anche a cucinare con l’acqua in bottiglia, perché quella che sgorga dai rubinetti è scura, e presenta un’alta percentuale di ferro. «La prima raccomandata che ho spedito all’amministrazione comunale per la richiesta di allacciamento all’acquedotto risale al settembre del 1987 - racconta Simonetta Leoncini, che dal 1979 abita in via del Nespolo. Sono passati quasi 30 anni e viviamo ancora con i nostri pozzi privati e i depuratori che abbiamo dovuto acquistare per avere un’acqua perlomeno pulita». Il grosso problema lamentato dalle famiglie riguarda infatti la natura dell’acqua raccolta nei loro pozzi. Le abitazioni della zona sono circondate da decine di vivai, e le famiglie non si fidano a utilizzare l’acqua delle tubazioni che scorrono lungo quei campi, e in cui spesso vengono individuate infiltrazioni. Negli ultimi anni gli incontri tra le famiglie, l’amministrazione comunale e Publiacqua si sono intensificati, dietro frequente richiesta delle prime. In Comune è stata consegnata anche una raccolta firme per smuovere la situazione, ma a nulla è servito. Gli ultimi incontri con l’assessore Mario Tuci e la vice-sindaco Daniela Belliti - risalenti alla scorsa estate – ha portato a un sopralluogo dei tecnici di Publiacqua e quelli del Comune per valutare il da farsi. «Dopo la visita dei tecnici – racconta ancora Simonetta Leoncini – pensavamo che qualcosa si fosse mosso, invece, non abbiamo avuto più nessuna comunicazione. Ci sentiamo un po’ presi in giro, perché sono anni che questa situazione va avanti, e noi non riusciamo ad avere risposte ufficiali». Dal canto suo, Publiacqua spiega che il problema di quella zona è assolutamente noto, ma la situazione è più complessa di quanto si possa pensare. Non si tratta di un semplice allacciamento all’acquedotto comunale, ma di una estensione di rete. Lavori che hanno tempi e modalità di realizzazione più complessi, e costi più alti. «Dopo il sopralluogo effettuato dai tecnici - spiegano a Publiacqua - tutti i rilevamenti e le verifiche sono state consegnate all’amministrazione comunale che dovrà poi valutare la fattibilità del progetto. Non appena sarà possibile verrà convocato un tavolo di incontro fra le famiglie della zona, l’amministrazione e Publiacqua per illustrare lo studio di fattibilità e procedere, o meno, ai lavori». (v.v.)
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