Il Tirreno

Pistoia

Palagi contestato dalla minoranza: "Non è pistoiese"

Alessandra Tuci
Alessandro Capecchi e Margherita Semplici (foto Lorenzo Gori)
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Alessandro Capecchi e Margherita Semplici (foto Lorenzo Gori)

Capecchi e Semplici attaccano la scelta di Bertinelli: "Un assessore estraneo alla città e con troppe deleghe"

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PISTOIA. "Meglio un consigliere renziano che un assessore pisano". Con queste parole esordisce Alessandro Capecchi, consigliere del gruppo di opposizione Pistoia Domani sul neo assessore Giuliano Palagi, la cui nomina è stata presentata alla stampa lo scorso 1 ottobre. Una scelta che non piace al gruppo consiliare, non tanto per il curriculum “impeccabile” di Palagi, così come lo hanno definito i consiglieri di opposizione, ma, in primis, per il fatto che Palagi sia un “estraneo” alla città, residente a Pisa e direttore generale dell’Acer di Bologna (azienda che si occupa della gestione delle case popolari nel capoluogo emiliano, circa 28mila alloggi).

"La giunta torna a cinque assessori, dopo essere stata di quattro. Ma la giunta non è povera di persone, bensì di idee - afferma Capecchi - Sono contestabili soprattutto alcune deleghe attribuite a Palagi, come quella sul bilancio. Come è possibile che una persona di fuori, nonostante la sua indiscutibile preparazione, possa occuparsi del bilancio della nostra città? Mi scappa da ridere quanto sento dire che Palagi conosce la struttura comunale perché è stato per sei mesi qui (da marzo 2015) esercitando un ruolo tecnico in quanto membro del nucleo di valutazione del Comune di Pistoia. Come è possibile che ora assuma un ruolo politico avendo esercitato un ruolo tecnico nello stesso ente fino al giorno prima? Questo getta un’ombra sulle sue valutazioni. Poi vedremo, intanto lo aspettiamo al varco".

Altra questione sollevata dai consiglieri di Pistoia Domani è la delega data a Palagi sull’edilizia privata, prima spettante al sindaco Bertinelli. "Palagi svolge già un ruolo importante come profilo pubblico essendo direttore generale dell’Acer - continua Capecchi - è vero che si tratta di un compito che svolge a Bologna, ma stiamo parlando di una delega fondamentale, che dovrebbe spettare al sindaco. Ma che forse ha preferito togliersi per potersi dedicare meglio ad altre faccende, come prendere impegni per realizzare micro-interventi che non serviranno a nulla. Ma dov’è la giunta full time, con assessori che lavorano 14 ore al giorno, di cui parlava tanto Bertinelli in campagna elettorale? Stiamo o no parlando di un assessore che potrà essere presente sul territorio forse 14 ore alla settimana?"

"Per non parlare della delega alla trasparenza e legalità che, secondo noi, non possono essere deleghe ad hoc, ma dovrebbero essere pre-condizioni di ogni politico - commenta Margherita Semplici - c’è stato un nuovo colpo di teatro del sindaco che ha convocato i capigruppo per la diretta presentazione del nuovo assessore, al cui incontro non abbiamo partecipato per scelta. Ancora una volta non siamo stati interpellati per questa nomina». «Il sindaco si è accorto solo adesso che la vicesindaca Belliti non ce la faceva a reggere la marea di deleghe che aveva e così ha deciso di pescare da fuori - commenta Stefano Gallacci - l’amministrazione comunale dovrà cessare 18 partecipate: mi viene da pensare, quale persona migliore da mettere in giunta di una che viene da fuori? Vedremo cosa accadrà, ma intanto abbiamo diverse preoccupazioni".

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