Il Tirreno

Pistoia

Manes sogna la Dynamo Social Valley

Tiziana Gori
Vincenzo Manes (foto Gori)
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Vincenzo Manes (foto Gori)

Un centro di integrazione per migranti e una scuola di formazione per volontari: annunciati a Limestre durante l’incontro annuale al Camp i prossimi obbiettivi:

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PISTOIA. Una Dynamo Social Valley, con al suo interno una scuola di formazione per volontari, un centro sportivo, un centro d’integrazione per migranti. E, nei sogni, una grande biblioteca, un polo museale. Vincenzo Manes, che con l’attore Paul Newman fondò nel 2006 il Camp di Limestre, racconta al folto pubblico nel teatro gli obbiettivi per il futuro.

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Dynamo Camp ha aperto le porte agli interlocutori istituzionali - politici, sostenitori, staff, volontari e le loro famiglie - per l’appuntamento annuale in cui vengono enunciati i risultati e condivise le speranze. Oggi appuntamento invece con una nuova edizione dell’Open Day.

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L’atmosfera è da convention americana. C’è una “soundtrack”, una colonna sonora che riempie l’attesa del discorso di Manes, il count down sullo schermo in attesa dell’arrivo del filantropo. Ci sono tante famiglie, tanti bambini. Dynamo è il primo Camp in Italia a occuparsi di terapia ricreativa. Accoglie per periodi di vacanza e svago bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni affetti da patologie gravi e croniche, principalmente oncoematologiche, neurologiche e diabete. I bambini vi fanno sport, terapie ricreative con gli animali, in acqua, laboratori manuali. Con il tempo sono nati l’Art factory, Radio Dynamo, i Dynamo Studios e i Dynamo Musical.

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Da marzo è attiva Prodynamo, impresa commerciale che porta il 100% dei suoi profitti alla Fondazione. «Come avviene - ricorda Manes - alla Newman’s Own. Abbiamo iniziato a produrre magliette, cappellini e gadgets. Andremo sul mercato a inizio 2016. In più Prodynamo ha aperto un caffé alla Coop di Novoli, e distribuirà a breve un’acqua: l’Acquady («Ph 8,4, da una fonte qui vicino»).

 

«Perché iniziare con un’impresa commerciale? - chiede Vincenzo Manes al pubblico - È difficile, ma lo facciamo perché abbiamo questi eroi qui...» E parte il video con la testimonianza di Alessandro. Alessandro ha 11 anni e un tumore all’ipotalamo che lo ha reso completamente cieco. È uno dei tanti bambini e adolescenti che nel Dynamo Camp ha trovato «l’isola che non c’è», il luogo magico dove «appena entri senti umanità ed energia». Il posto «dove non sei un malato, sei una persona».

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Sono le testimonianze di altri ragazzi, di un genitore, di Alessio Brighi, uno dei tanti volontari che questa estate ha preso lo zainetto e da Parma si è spostato per alcune settimane sulla montagna pistoiese. Alessio, detto Brighella, ha 38 anni e una grave patologia, la sindrome di Vater. «Raccontavo i miei problemi e mi dicevano: “Non è un problema”. Mi sono sentito a casa. A chi è malato non capita spesso. La salute è al primo posto al Dynamo, ma la malattia non è importante. È importante la persona». Ed è così che Alessio si è sentito in grado, a sua volta, di poter essere d’aiuto ai ragazzi del Camp.

Le storie si rincorrono: i bambini sono i protagonisti, ma anche i volontari. Maria Serena Porcari, vice presidente della Fondazione, ricorda che le richieste per poter diventare volontari Dynamo sono tre volte i posti disponibili.

E poi gli obiettivi: il principale è quello della Dynamo Social Valley. Grandi sogni. «Vorremmo - afferma Manes - poter gestire welfare pubblico e privato con il modello Dynamo. Nel suo piccolo abbiamo già iniziato con il Tennis Club di Campo Tizzoro. Lo spazio ci è stato dato dal Comune, noi abbiamo creato il Club e un’associazione gestisce la struttura. Dopo aver identificato i modelli che possono funzionare possiamo calarli sul territorio. Serve la collaborazione di istituzioni e associazioni. I soldi ci sono, fondi europei».

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Tra le idee, quella di una scuola di formazione per volontari e anche un centro per migranti. Intanto un altro progetto sta diventando realtà. Sono in corso lavori di ristrutturazione all’Oasi e alla Fattoria. «Avremo più posti letto per i genitori - spiega Porcari - nuove aule, una palestra. Diventerà un Campus».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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