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Centro giovani, don Carmignani si dimette da direttore
Pistoia, il parroco lascia dopo la decisione del vescovo di chiudere temporaneamente e trasferire la struttura
PISTOIA. Don Alessandro Carmignani si è dimesso da direttore del Centro Giovani diocesano. «Dimissioni irrevocabili - spiega - visto l’esser venuta meno la fiducia reciproca fra me e il vescovo».
La notizia, arrivata dopo alcuni giorni di sofferta riflessione da parte del parroco di Marliana, è la conseguenza diretta della scelta del vescovo Fausto Tardelli di chiudere la realtà di via Nazario Sauro, trasferirne la sede in San Bartolomeo – ma non prima di due anni perché l’edificio ha bisogno di ristrutturazione – e affidarne la gestione a un nuovo direttore con mandato triennale.
Nella serata di mercoledì scorso, 30 settembre, don Carmignani – alla guida del Centro Giovani dal 31 gennaio 2000, anno in cui il progetto di accoglienza ai giovani prese il via grazie al sostegno del vescovo Simone Scatizzi – ha incontrato i suoi ragazzi, anche alla presenza del vescovo Tardelli e ha comunicato la sua scelta. Il tutto in un clima disteso – come descritto dall’ufficio stampa della diocesi pistoiese – durante il quale ha preso la parola anche monsignor Tardelli, ripresentando le motivazioni della scelta di chiudere temporaneamente il Centro Giovani.
Le stesse che aveva scritto in un comunicato stampa della scorsa settimana: «Si rendono necessari dei cambiamenti. Di sede prima di tutto. In secondo luogo, essendo il centro un’opera diocesana, dopo 15 anni di funzionamento ha bisogno di un rilancio, proprio come opera della Chiesa locale».
In relazione al trasferimento di sede, però, don Carmignani nutre non poche preoccupazioni. L’opzione San Bartolomeo – secondo il parroco – appare impossibile, viste le recenti notizie sulla realizzazione del parcheggio interrato in quella piazza, e che renderanno impraticabile il trasferimento del Centro. Quale futuro dunque per la quarantina di ragazzi che frequentano la sede di via Nazario Sauro e in quelle stanze trovano accoglienza? Musica, sport, arte, gioco, centro estivo per i bambini, e la cena del mercoledì offerta ai poveri.
«Non lascio numeri importanti, né grandi risultati – scrive in una lettera aperta don Carmignani. Lascio invece nelle mani del vescovo Fausto, quale pastore e non padrone della chiesa di Pistoia, tutti i giovani e i poveri che ho servito per 15 anni. Il timore che qualcosa di irrimediabile possa accadere c’è. Non so cosa in futuro potrò fare a favore di coloro che fino a oggi ho servito, indipendentemente da un mandato diretto del vescovo: la chiesa in cui credo vive una libertà generante, e non sotto una cappa mortifera».
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