Il presidio
Costantini, una parola di saluto per tutti
Aula penale gremita per l’arrivederci al giudice che dopo oltre venti anni lascia Pistoia e va al Tribunale di Siena
PISTOIA. «Dopo aver trascorso venti anni, dieci mesi e quattro giorni in questo tribunale posso pur dire che è la mia seconda casa. Conosco ogni angolo e ogni persona che lo ha frequentato o lo frequenta. Posso ben dire che conosco tutti e sono conosciuto da tutti perché con tutti ho avuto almeno un buongiorno». Sembrano frasi fatte quelle del giudice Luciano Costantini che ha tenuto a salutare tutti prima del suo trasferimento al tribunale di Siena, ed invece non lo sono. Uno dopo l’altro il giudice menziona i nomi di coloro che in maniera più significativa degli altri hanno segnato una parte della sua vita lavorativa a Pistoia. Ci sono le preziose segretarie, i colleghi magistrati e ci sono gli avvocati «con i quali ho avuto un bel rapporto e dai quali ho imparato molto perché l’imputato è la persona più debole della terra perché il suo destino dipende dalla decisione di un altro uomo», che non sempre può rivelarsi quella giusta. E poi ci sono i ricordi di grandi uomini di giustizia come Pasquale Gratteri, procuratore capo, «un uomo dello Stato tutto d’un pezzo» e di Gianni Signorelli, ex presidente del Tribunale, «se un giorno doveste dedicare questa sala a qualcuno, dedicatela a lui».
Ma Luciano Costantini è un gran signore e nel suo saluto a braccio non dimentica davvero nessuno. Compreso Stefano «l’autista che andava a prendere Gratteri a Firenze e che ha lasciato una grande impressione umana nel magistrato che andava oltre il semplice dovere». Ma gli aneddoti sono tanti e Costantini dimostra di avere una memoria di ferro.
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