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il vescovo tardelli

«Nessuna alternativa al trasloco E alla guida è giusto il ricambio»

«Nessuna alternativa al trasloco E alla guida è giusto il ricambio»

PISTOIA. Annuciata mercoledì con una nota relativamente breve, la chiusura del Centro Giovani è stata al centro di un’altra nota del vescovo Fausto Tardelli, diffusa ieri. Innanzitutto monsignor...

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PISTOIA. Annuciata mercoledì con una nota relativamente breve, la chiusura del Centro Giovani è stata al centro di un’altra nota del vescovo Fausto Tardelli, diffusa ieri.

Innanzitutto monsignor Tardelli precisa che il Centro non chiuderà in modo definitivo. “In questi mesi ho riflettuto a lungo – dice – ho esaminato le varie vicende, la storia, ho sentito i protagonisti. Mi sono convinto che le motivazioni che spinsero 15 anni fa monsignor Scatizzi a dare inizio al centro giovani sono ancora valide. Pur essendo cambiate tante cose e soprattutto il mondo giovanile, c'è ancora bisogno che la Chiesa si faccia umile compagna di viaggio dei ragazzi e dei giovani. Anche e soprattutto di quelli che camminano su altre strade”.

Tuttavia “si rendono necessari dei cambiamenti. Di sede prima di tutto, perché le suore proprietarie dell'immobile dato in affitto alla diocesi, lo rivogliono indietro da tempo e non possiamo più rinviare. In secondo luogo, essendo il centro un’opera diocesana, dopo 15 anni di funzionamento ha bisogno di un rilancio proprio come opera della Chiesa locale”.

Monsignor Tardelli ribadisce poi che la sospensione dell’attività è dovuta al fatto che i locali individuati, quelli dietro la chiesa di San Bartolomeo, abbisognano di ristrutturazione, presumibilmente per due anni. “Altri ambienti pronti all'uso non ce ne sono. Questa la realtà”. Anche se poi monsignor Tardelli precisa che in questi due anni delle attività potranno essere comunque svolte.

E don Alessandro? “Ha fatto molto – risponde il vescovo – per il centro fin dall’inizio e la sua esperienza è preziosa per il futuro di questa opera come per la diocesi. Ma è da 15 anni al centro. Ritengo giusto un ricambio in questi servizi che sono - come lui stesso mi ha ribadito più volte - non della persona ma della chiesa... Il centro, come realtà diocesana, avrà un direttore con mandato triennale, eventualmente rinnovabile”.

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