Sindaci a confronto: «Prima di tutto collaboriamo»
I primi cittadini di Pistoia, Prato e Lucca a confronto sull’area Metropolitana sul palco della Festa dei Giovani Democratici a Bonelle
PISTOIA. Altro che città metropolitana. Se su una cosa i tre sindaci di Pistoia, Prato e Lucca sono d'accordo, è questa: che prima vengono le sinergie che le singole città possono mettere in campo, solo dopo si parlerà degli involucri istituzionali. E, soprattutto ora che le Province vanno a sparire, di cose da fare ce ne sono: politiche industriali comuni tra sistemi produttivi simili, lavoro insieme sulle infrastrutture da migliorare e sui servizi da gestire. E poi il capitolo della sanità, dove va contrastata la tendenza accentratrice della riforma regionale, che porta a concentrare risorse e decisioni sui grandi poli ospedalieri-universitari.
Insomma, i tre sindaci invitati a Bonelle dai Giovani Democratici - Samuele Bertinelli per Pistoia, Matteo Biffoni per Prato e Alessandro Tambellini per Lucca - hanno rivendicato la centralità del loro ruolo rispetto alle cornici istituzionali prossime venture, in primis la città metropolitana fiorentinocentrica. Con più decisione da parte di Bertinelli e Tambellini, con qualche distinguo da parte di Matteo Biffoni, che ha sulle spalle un cumulo di responsabilità (presidente della Provincia e neopresidente dell’Anci toscana, nonché sindaco di Prato) e una maggiore affinità politica (leggi: renziano della prima ora) con il sindaco di Firenze Nardella più che con i due interlocutori di ieri sera.
Se questa è la situazione, ha avuto buon gioco Bertinelli a riaffermare il ruolo di Pistoia come cerniera dell’Alta Toscana, interesssata a dialogare con la vicina Prato ma anche con Lucca, le cui piccole imprese si trovano a casa loro più a Prato e Pistoia che sulla costa. Non è un caso che le Associazioni industriali delle tre città abbiano già intrapreso il cammino della unificazione, anticipate in questo dalla Cassa di risparmio di Pistoia, che è diventata anche “della Lucchesia”. E, come ha detto Bertinelli, «le imprese spesso anticipano le istituzioni».
Con Prato, Pistoia sta portando avanti un protocollo sulla viabilità, tratta sull’acqua («per evitare - parole di Bertinelli - che succeda come nei giorni scorsi, dove a Prato arrivava troppa acqua, a Pistoia troppo poca»), fa pressione sulla Regione riguardo alla sanità (insieme a Empoli). Con Lucca il tandem con Tambellini ha portato allo sblocco del raddoppio della ferrovia Pistoia-Lucca. «Per Prato - ha osservato Biffoni - il dialogo con Firenze è irrinunciabile. Ma insieme, con anche Lucca, siamo un’area che per capacità economiche, popolazione eccetera, è una delle più forti d’Europa».
Tambellini ha sottolineato di crederci molto al dialogo tra città, «anche - ha aggiunto - per contenere l’invadenza delle città metropolitane». Le differenze tra i tre interlocutori si sono accentuate parlando di tasse. Premesso che tutti auspicano l’archiviazione della Tasi, Biffoni ha plaudito alla scelta del governo di eliminare l’imposta sulla prima casa, purché ovviamente ai Comuni vengano date risorse equivalenti. Tambellini avrebbe preferito un taglio al cuneo fiscale che pesa sul costo del lavoro. Bertinelli ha sostenuto che più che di quantità di risorse, il problema dei Comuni è quello dell’autonomia, negata dal “rigurgito centralista” in corso.
Il dibattito, moderato dal giornalista Marzio Fatucchi, è stato seguito da un pubblico attento, nonostante la serata tutt’altro che tiepida. Il sindaco di Pistoia ha concluso il dibattito buttando sul piatto un tema stuzzicante. «Nel futuro - ha detto - non è possibile continuare a pensare di avere in provincia di Pistoia 22 comuni. Possibile che Sambuca, con otto dipendenti, possa gestire un territorio enorme? Possibile che in un fazzoletto di terra come la Valdinievole si debbano continuare a contare undici comuni?»
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